26 ottobre 2021
Aggiornato 20:30
Legge elettorale

Legge elettorale, Renzi liquida premio di coalizione. Berlusconi: ripartire da sistema tedesco

«Quello sul premio alla coalizione è un dibattito assurdo», ha tuonato ieri Matteo Renzi, parlando della trattativa su quel sistema elettorale. Ma per Silvio Berlusconi l'accordo raggiunto non deve arenarsi

ROMA - «Quello sul premio alla coalizione è un dibattito assurdo», ha tuonato ieri Matteo Renzi, parlando della trattativa su quel sistema elettorale, e riaprendo così un dibattito che sembrava, se non certo concluso, perlomeno temporaneamente sopito. Alle parole del segretario Pd  ha subito risposto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che forse se lo aspettava. Anche perché sul premio di coalizione anche il Movimento 5 Stelle è contrario e il Partito democratico ha sempre detto che l’eventuale accordo deve comprendere sia Forza Italia che i pentastellati e la Lega.

Ripartire dal sistema tedesco
Così, Berlusconi ha detto la sua. «Sarebbe assurdo» se non riprendesse la trattativa per la legge elettorale, perché «ha ragione il capo dello Stato, non è pensabile andare al voto con due sistemi contraddittori fra Camera e Senato. Renzi ha detto che è pronto a cambiare la legge con l'accordo di Grillo e Berlusconi. Lo prendo in parola", ha affermato Berlusconi, intervistato da Repubblica. «Una legge elettorale con queste caratteristiche esiste già - prosegue il leader di Forza Italia -, votata due mesi fa in commissione alla Camera. Si sono espressi a favore non soltanto Grillo e Berlusconi, ma anche Salvini e lo stesso Renzi. Non capisco perché non si possa ripartire da lì: un sistema di tipo tedesco adattato alla situazione italiana».

Un buon accordo
Secondo l'ex premier «un semplice incidente parlamentare», come quello avvenuto durante l'ultimo tentativo di riforma della legge, «non è una buona ragione per gettare via un buon accordo. Il voto degli elettori deve finalmente tornare a contare, dopo quattro governi consecutivi non scelti dagli italiani: un partito che ottiene il 20% deve avere il 20% dei parlamentari». Diversamente, sostiene, la sfiducia nella politica aumenterà ancora. «Mi auguro che il segretario del Pd non ragioni come i grillini, anche perché l'idea che Renzi possa definirsi un anti-casta fa davvero sorridere».

Con Alfano?
Berlusconi poi parla del controesodo dalle file di Ap e Ala verso Forza Italia: «Se alcuni parlamentari eletti nel centrodestra vogliono cambiare le loro scelte degli ultimi anni, dare vita a una formazione politica che guarda alla nostra coalizione, non solo non posso impedirlo, ma la ritengo cosa buona e utile». Porte aperte anche al loro leader, Angelino Alfano? «Sul piano nazionale direi che il problema non si pone. Il partito di Alfano in questi anni ha mantenuto in piedi due governi di sinistra, che non sono stati scelti dai cittadini e che oggi presentano un bilancio desolante su tutto», quindi «non avrebbe alcun senso» lavorare con loro, ma «altra cosa sono le realtà locali - specifica Berlusconi -, in molte delle quali governiamo noi del centrodestra. Se questo potrà accadere anche in Sicilia, per battere sia la disastrosa gestione uscente della sinistra, sia l'incubo che una regione così importante possa cadere in mano ai grillini, credo sia un bene per i siciliani».