6 dicembre 2019
Aggiornato 18:30
Tv

Rai scandalo senza fine: Fazio intascherà la cifra monstre di 70 mln di euro

A tanto ammonta l'accordo con Fazio, se si calcola il costo a puntata di 450mila euro per le 32 prime serate all'anno, al quale va aggiunto il costo per le 32 seconde serate. Un conflitto di interessi inaudito. Presentato esposto all'Anac

Fabio Fazio durante la presentazione dei palinsesti Rai a Milano. Il conduttore intascherà 70 mln di euro in 4 anni
Fabio Fazio durante la presentazione dei palinsesti Rai a Milano. Il conduttore intascherà 70 mln di euro in 4 anni ANSA

ROMA - Una cifra incredibile che non avrebbe bisogno di commenti se fossimo in un Paese normale. "Stando alle cifre diffuse dalla Rai e riportate sui giornali, il servizio pubblico si è legato ad un contratto monstre che in quattro anni prevede un esborso di oltre 70 milioni di euro. A tanto ammonta l'accordo con Fazio, se si calcola il costo a puntata di 450mila euro per le 32 prime serate all'anno, al quale va aggiunto il costo per le 32 seconde serate. Una scelta fatta senza garanzia di ascolti, anzi sapendo che Fazio su Raitre aveva una media ben inferiore alla media di rete di Raiuno». E' quanto dichiara il deputato del Partito democratico e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi, in una intervista a Tiscali.it. "Di fronte a cifre del genere, che impegnano questo e anche il prossimo Cda, riconosciute le ragioni d'urgenza e la gravità del caso l'ufficio di Presidenza in Commissione di Vigilanza ha deciso la scorsa settimana di emettere un atto di indirizzo per tentare di regolamentare la materia. La Commissione ci ha lavorato per una settimana, domani lo presenteremo alla discussione collegiale e speriamo di mettere fine a questo bengodi di pochissimi con un bel voto all'unanimità".

Conflitto di interessi tra produttori e agenti
"Il conflitto d'interessi fra produttori e agenti - prosegue Anzaldi - è un nodo che in Rai va regolamentato con urgenza. Gli ultimi risvolti sull'appalto per la produzione della trasmissione Che tempo che fa stanno a dimostrarlo. Per questo già domani in Commissione di Vigilanza verrà discusso un atto di indirizzo -di cui sono relatore di maggioranza- nel tentativo di regolamentare un sistema finora in mano a pochi e soggetto a troppe discrezionalità». Alla richiesta su quali siano i punti cardine del provvedimento, Anzaldi risponde ancora a Tiscali.it: "Uno su tutti: se sei un agente, non puoi avere anche la società di produzione del programma che porta in scena il tuo artista. Non puoi avere interessi trasversali. Altrimenti è facile che magari in sede di trattativa per il rinnovo di un nome blasonato tu mi fai entrare dentro 3 ospitate di scuderia, appalto luci, appalto microfoni, insomma, un pacchetto chiuso. Che vale milioni e che però sfugge alle normali regole delle gare d'appalto. Ecco, tutto questo deve finire".

Presentato esposto all'Anac
"Il Cda di un'azienda pubblica - dichiara ancora Anzaldi, che ha presentato un esposto all'Anac di Cantone - può deliberare di stipulare un contratto d'appalto con una società che, a quanto risulta, ancora non esiste? Società di cui sono soci, peraltro, lo stesso beneficiario del contratto principale da un lato ed il suo agente dall'altro? E' possibile chiudere un pacchetto di questo tipo, che comprende produzione, conduzione, cachet degli ospiti, organizzazione, senza che sia intervenuta una regolare gara di affidamento col soggetto pubblico contraente?".