28 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Terroristi in Italia

Terrorismo, «unitevi all’Isis»: arrestato iracheno al centro accoglienza

L’Isis s’infiltra dappertutto. Nel Centro Sprar di Crotone arrestato un iracheno richiedente asilo che istigava i migranti: «Sono in Italia per redimere gli infedeli»

Migranti a Crotone
Migranti a Crotone (ANSA)

CROTONE – Istigava i migranti a unirsi all’Isis. Per questo motivo è stato arrestato un iracheno che aveva richiesto asilo. Esaltato, e dunque pericoloso, un uomo di 29 anni aveva esultato pubblicamente quando era arrivata la notizia di Salman Abedi si era fatto esplodere davanti alla Manchester Arena, dopo il concerto di Ariana Grande, causando la morte e il ferimento di molte persone. Questo stesso uomo avrebbe cercato di fare proseliti per l’Isis tra i migranti del Centro d’accoglienza Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Crotone al fine di «redimere gli infedeli», che sarebbero gli occidentali – di cui era contento fossero stati uccisi negli attentati.

Finalità di terrorismo
L’uomo, per fortuna e prima che potesse fare seri danni, è stato arrestato dalle forze dell’ordine con l’accusa di «associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione a delinquere» mentre cercava di convincere i migranti musulmani ad arruolarsi tra le file dello Stato islamico. Nello specifico, si è scoperto che il 29enne iracheno invitava i migranti del Centro a giurare fedeltà al califfo Abu Balr al Baghdadi e a darsi alla Jihad (la ‘guerra santa’), in nome di Allah e sotto le bandiere nere dell’Isis. «L’attività di proselitismo veniva svolta fornendo notizie, chiarimenti e materiali sullo Stato islamico e le sue finalità», si legge in una nota circa le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri e condotte dagli agenti della Digos di Crotone.

Le prove
Le indagini hanno permesso alla polizia di identificare l’estremista già ritenuto una «persona violenta e fortemente incline alle attività criminali». L’uomo, si è accertato, stava preparando «atti violenti con finalità terroristiche» e durante una conversazione con la sorella avrebbe chiaramente affermato che era rimasto in Italia per «redimere gli infedeli», nonostante gli fosse stato chiesto di rientrare nel suo Paese per prendere parte alla Jihad. Riferendosi agli ‘infedeli’, l’uomo avrebbe anche detto che «a queste persone dovrebbe essere tagliata la gola».