Fratelli d'Italia rimette al centro la famiglia. Delmastro: «Dalla no tax area al reddito per l'infanzia, le nostre proposte»

Sabato 17 giugno a Todi Fratelli d'Italia rimette al centro del dibattito politico il tema della famiglia, in un convegno dal titolo profetico 'Famiglia. Welfare d'Italia'. Ecco le proposte del responsabile cultura di FdI

La locandina dell'evento di Fratelli d'Italia a Todi 'Famiglia, welfare d'Italia'
La locandina dell'evento di Fratelli d'Italia a Todi 'Famiglia, welfare d'Italia' (DiariodelWeb.it)

ROMA – In queste ore di dibattiti infuocati sulla cittadinanza agli stranieri, e dopo settimane di bagarre fuori e dentro le sedi di partito sulla legge elettorale, che ha visto avvitamenti rocamboleschi da parte dei vari schieramenti, c'è chi per fortuna si preoccupa degli italiani. Della famiglia soprattutto, cellula fondamentale e insostituibile della società. Quel soggetto sociale così maltrattato nel nostro Belpaese ma che, dati alla mano, si è dimostrato in particolare negli ultimi anni un vero ammortizzatore sociale: sapevate che le famiglie danno lavoro al 3,5% degli occupati in Italia e spendono ben 7 miliardi di euro? Ebbene sì. In sostanza, e senza troppi giri di parole, «la società ha retto grazie alla solidarietà, anche di natura economica, che matura dentro alle famiglie». Andrea Delmastro, responsabile cultura di Fratelli d'Italia, non ha dubbi: «L'Italia ha futuro solo se riparte dalla famiglia».

Un convegno a Todi sabato 17 giugno
E allora ecco che Fratelli d'Italia rimette al centro la famiglia, tradizionalmente intesa, con un convegno dal titolo "Famiglia. Welfare d'Italia" dedicato proprio alla sua centralità. «Domani sabato 17 giugno ci ritroveremo a Todi per discutere e scrivere le nostre proposte per la famiglia" (dalle 14.30 presso l'Hotel Bramante, via Orvietana 48). "Le notizie di questi giorni» ci spiega Delmastro, che abbiamo raggiunto al telefono, «confermano una volta di più le reali intenzioni del Partito democratico, che in questi anni si è preoccupato soltanto di tutelare i grandi interessi, come le cooperative dell'accoglienza immigrati o il sistema bancario, abbandonando qualsiasi sostegno ai giovani che vogliono costruirsi una famiglia». La sinistra al governo ha portato la spesa per l'accoglienza immigrati fino a cinque miliardi di euro l'anno, trascurando il futuro generazionale del Paese.

I numeri del "welfare familiare"
Parliamo di numeri perché a questo punto è doveroso: i giovani tendono a permanere a lungo all’interno della famiglia di origine, infatti il 62,5% dei 18-34enni vive ancora con i genitori. Dal punto di vista degli aiuti economici, i papà versano ai figli del denaro nel 33,2% dei casi. Il flusso di denaro che si trasferisce annualmente dai genitori ai figli e dai nonni ai nipoti raggiunge l'incredibile cifra di 30,5 miliardi di euro. Non solo: nel 2015 risultavano assunti in regola presso le famiglie italiane 886.125 lavoratori domestici. Dal 2007 il numero complessivo è cresciuto mediamente del 42%. Secondo le stime di Domina, considerando anche i lavoratori irregolari, si supera tranquillamente la soglia di 1 milione di lavoratori domestici, a sostegno delle famiglie. L’impatto economico e sociale è straordinariamente importante. Questi rapporti contrattuali - ça va sans dire – permettendo allo Stato di risparmiare cifre notevoli, e anche quelli legati ai costi di gestione di strutture per l’assistenza. Secondo le ultime stime, considerando gli irregolari, il volume d’affari e il gettito fiscale potrebbero persino raddoppiare. Un patto generazionale, a tutti gli effetti. Che pone però interrogativi drammatici su cosa siamo, e dove vogliamo andare. Il passaggio alla vita adulta e la formazione di nuovi nuclei familiari sono strettamente legati e va da sé che una società che non supporta concretamente queste due fasi ha poche chance di svilupparsi.

Il problema natalità in Italia
«Noi pensiamo che occorra investire su chi vuol fare figli con politiche serie che prevedano servizi, sgravi, investimenti e tutele, solo così si scommette sull'Italia e sulle sue tradizioni» ci spiega Delmastro. «Dobbiamo interrogarci sul nostro futuro, che non può eludere il drammatico problema della denatalità. Mettere al mondo un figlio in Italia significa scommettere sul futuro di questa nazione, radicarsi in questa nazione, credere in questa nazione, avere un orizzonte più ampio del proprio ombelico, è un atto di amore contro ogni forma di egoismo sociale che deve essere premiato». Non è un caso che primo relatore al convegno sarà Gian Carlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia all'Università di Milano. Decine e decine saranno le associazioni a tutela della famiglia che parteciperanno e che porteranno il loro contributo, con le conclusioni della leader di FdI Giorgia Meloni.

Il responsabile cultura di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro
Il responsabile cultura di Fratelli d'Italia Andrea Delmastro (Diariodelweb.it)

Le proposte di Fratelli d'Italia per ripartire
«L'Italia è tutta da ricostruire: dalla pressione fiscale all'immigrazione, dalla sicurezza alla valorizzazione dei beni culturali, ma centrale e non rinviabile rimane il tema demografico e della famiglia. Si tratta di difendere la famiglia tradizionale, accordando ad essa, e ad essa soltanto, privilegi di natura fiscale, anche perché assolutamente essenziale per la sopravvivenza dello Stato e della nostra società». Quali dunque le proposte che domani Fratelli d'Italia metterà sul piatto? «Tanto per cominciare – prosegue Delmastro – serve un fisco a dimensione familiare, passando dall'imposizione fiscale generale sulla persona a quella sulla famiglia, sul presupposto ovvio che un single con un reddito di 35mila euro annui è decisamente più benestante di un padre di famiglia che con la stessa cifra mantiene una moglie e due figli». Si potrebbe immaginare una sorta di no tax area anche legata alla famiglia «che tenga conto del numero di familiari a carico, e quindi non scaricati sui servizi sociali». Oggi un pensionato con meno di 8mila euro è nella no tax area: «Si immagini una no tax area per la famiglia che parta dagli 8mila euro e immagini altri mille euro per componente del nucleo».

Un reddito per l'infanzia
Per il secondo anno consecutivo i bambini nati in Italia sono stati meno di 500 mila, è dunque evidente che il calo delle nascite si può contrastare soltanto prestando una maggior attenzione alla famiglia e alle sue necessità. La presenza di stranieri residenti in Italia, aumentata di oltre 200 mila persone, per quanto influisca relativamente sulla denatalità, ha senz'altro un ruolo determinante nella nuova geografia che sta assumendo l'Italia. Per questo domani si parlerà anche di reddito per l'infanzia: «Oggi si promettono improbabili redditi di cittadinanza neanche particolarmente educativi, mentre è necessario pensare alla famiglia anche immaginando un reddito per l'infanzia: 400 euro mensili per i primi tre anni di vita per le famiglie sotto una certa soglia di reddito da calcolare in base all'Isee». Da dove prendere i soldi? Il punto di partenza di FdI pare chiaro, oltre che, lasciatecelo dire, sacrosanto: tassare il virtuale (web tax) per finanziare il reale (bambino), il privilegio (pensione d'oro) per garantire il diritto ad avere una famiglia, le «egoistiche speculazioni finanziarie usa e getta» (tassa sulle speculazioni finanziarie) per agevolare «il più grande gesto d'amore e di scommessa sul futuro: la famiglia».