17 novembre 2019
Aggiornato 10:00

L. elettorale: nonostante il voto segreto il tabellone si accende e svela i franchi tiratori

Aula della Camera nel caos dopo la votazione dell'emendamento di Forza Italia, presentato dalla bolzanina Biancofiore - che chiedeva l'applicazione della riforma anche nei collegi elettorali del Trentino Alto Adige. I relatori avevano espresso parere contrario, e quindi si attendeva un no compatto, ma per un disguido tecnico la votazione è stata palese. I favorevoli sono stati 270, i contrari 256

ROMA - Aula della Camera nel caos dopo la votazione dell'emendamento di Forza Italia, presentato dalla bolzanina Biancofiore - che chiedeva l'applicazione della riforma anche nei collegi elettorali del Trentino Alto Adige. I relatori avevano espresso parere contrario, e quindi si attendeva un no compatto, ma per un disguido tecnico la votazione è stata palese. I favorevoli sono stati 270, i contrari 256.

Come se non bastasse la tensione per l'emendento alla legge elettorale approvato contro il parere del relatore di maggioranza, alla Camera esplode anche il caso del tabellone luminoso che mostra i risultati dei voti. Nei voti segreti, come era quello dell'emendamento incriminato, il tabellone mostra i votanti ma con una luce azzurrina identica per tutti, e non con la luce verde o rossa a seconda che sia sì o no. Ma stavolta, come si vede nella foto, il tabellone mostra le scelte dei singoli deputati. Immediate le proteste dei deputati che si accorgono dell'incidente, la votazione viene fatta ripetere stavolta nei termini corretti. Ma la bagarre scoppia comunque. Per la presidente Laura Boldrini si tratta di «un disguido», un «fatto tecnico». Ma questo non basta all'esponente di FdI Massimo Corsaro, che in Aula chiede di «individuare il responsabile» e «lo si allontani ora e per sempre da quella funzione. In difetto, saremo costretti a chiedere a lei, presidente Boldrini, di rassegnare le dimissioni».