19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Ovazione da Confindustria

Calenda contro Renzi: «No al voto anticipato e al sistema proporzionale»

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, prende le distanze dal suo ex premier, Matteo Renzi, e ne destruttura il programma elettorale applaudito dagli imprenditori italiani

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.
Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. ANSA

ROMA – Al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, non piace più Matteo Renzi. Durante il suo intervento all'assemblea pubblica di Confindustria, infatti, non solo ha preso le distanze dal suo ex premier, ma ha anche incentrato il suo discorso sulla destrutturazione del programma elettorale renziano. Peraltro incassando diversi applausi dagli industriali presenti, che sembrano aver già voltato le spalle allo stesso Matteo Renzi che avevano sostenuto durante l'ultima battaglia referendaria. Calenda non ha mai fatto il nome dell'ex presidente del Consiglio, ma la polemica nei suoi confronti ha colto nel segno ugualmente.

Calenda rinnega Renzi
«Non penso che serva la tessera di un partito per dire la propria idea (sulla legge elettorale). Io e il ministro Padoan ci stiamo ancora interrogando sul significato di tecnico», ha esordito davanti alla platea di Confindustria. E il suo discorso è stato decisamente più politico che economico. Alle elezioni «bisogna arrivarci nei tempi giusti, evitando l'esercizio provvisorio, dopo aver completato la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà e con una legge elettorale che dia, non diciamo la certezza, ma la ragionevole probabilità della formazione di un governo riducendo la frammentazione del sistema politico", ha proseguito il ministro.

Meglio il maggioritario del proporzionale
Calenda ha quindi stroncato le velleità proporzionaliste del Pd lasciando intendere che sarebbe meglio un sistema maggioritario. «Fino all'ultimo giorno utile dobbiamo poi continuare a lavorare - ha aggiunto - con determinazione sull'agenda delle riforme, mantenendo una collaborazione forte e trasparente tra partiti di maggioranza ed esecutivo». Per Calenda non si tratta di «aspettative eccessive o opinioni inopportune».

Il sodalizio con Confindustria
E per esprimerle «non occorre prendere una tessera di partito». Lo spazio della discussione pubblica non è riservato ai politici di professione, e «non ne sono esclusi nè i cittadini nè i ministri tecnici - ha osservato raccogliendo un lungo applauso da parte della platea -, qualsiasi cosa questa qualifica voglia indicare».Calenda ha quindi appoggiato in pieno la proposta del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha lanciato l'idea di un patto di scopo per la crescita del paese tra Governo, imprenditori, sindacati e lavoratori, facendo proprie le sue istanze e allontanandosi in maniera netta e fin troppo chiara dall'agenda politica del suo ex premier.