20 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Vaticano

CEI, si chiude l'era Bagnasco. Vescovi al voto per scegliere il successore

È la prima assemblea elettiva nella quale i presuli voteranno una terna di nomi. Tra questi papa Francesco sceglierà il nuovo presidente della Cei dopo i due mandati consecutivi del cardinale Bagnasco.

Il Cardinale Angelo Bagnasco
Il Cardinale Angelo Bagnasco ANSA

ROMA - Il Papa apre oggi pomeriggio in Vaticano l'ultima assemblea della Conferenza episcopale italiana guidata dal cardinale Angelo Bagnasco e la prima alla quale i vescovi italiani, dopo una riforma elettorale promossa da Francesco, sono chiamati a votare - domani - una terna di nomi dalla quale il Pontefice pescherà il prossimo presidente della Cei.
E' la prima volta nella storia della Cei, organismo nato nei primi anni cinquanta, che i vescovi italiani votano per il loro presidente. A differenza di tutti gli altri episcopati del mondo, quello italiano ha sempre visto il presidente nominato dal Papa, che oltre ad essere vescovo di Roma è anche primate d'Italia. Negli anni Ottanta erano stati gli stessi vescovi a chiedere la possibilità di una elezione democratica della loro guida, ma la proposta non ottenne il quorum necessario. Appena eletto sul soglio di Pietro, Jorge Mario Bergoglio ha ripreso la proposta, ma, questa volta, sono stati i vescovi a fare resistenza. Alla fine è stato trovato il compromesso della elezione della terna. I vescovi italiani entrano, dunque, in un territorio ignoto.

Favorito l'arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti
Anche la dinamica pre-elettorale e il conseguente toto-nomine, tra il desiderio di incontrare il favore del Papa e spinte all'autonomia, è dunque una novità assoluta. A quanto emerso nel corso dei mesi dai pour-parlers dei vescovi, il favorito sarebbe l'arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti, già 75enne ma benvoluto dal Pontefice, che lo ha creato cardinale nonostante la sede episcopale secondaria. Idee moderate ma aperte alle novità, come emerso nella non ostilità che il porporato ha dichiarato alla leglizzazione delle unioni civili, e un'attenzione anche fattiva alle questioni sociali quali il problema della disoccupazione, lo rendono un candidato capace di raccogliere adesioni tanto nella vecchia guardia quanto tra i riformisti. Altro nome che torna con insistenza, anch'egli in grado di convincere sia i conservatori che i progressisti, è il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla, teologo che ha ricoperto nel corso del ministero episcopale ruoli, quali quello di ausiliare di Milano, che ne hanno messo in luce solide doti manageriali. Escluso il segretario generale della Cei, il bergogliano Nunzio Galatino, che, in quanto privo di sede episcopale, per statuto non è candidabile, in lizza sarebbe entrato nelle ultime settimane anche il discreto vescovo di Fiesole Mario Meini, attualmente vice-presidente della Cei per il centro Italia. Sempre in Toscana è emerso il nome dell'arcivescovo cardinale di Firenze Giuseppe Betori, che ha però ricoperto a lungo l'incarico di segretario generale della Cei all'epoca del cardinale Camillo Ruini, il porporato 87enne che per un ventennio ha guidato la Chiesa italiana e ancora oggi non manca di far sentire i suoi consigli ai vescovi italiani. Di certo per l'elezione del presidente della Cei peserà molto la voce delle numerosissime diocesi del Mezzogiorno. Nei toto-nomine spuntano allora nomi quali quello dell'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, anch'egli creato cardinale da Papa Francesco, di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e teologicamente vicino al Papa, o dell'arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, un passato in Comunione e liberazione e una lunga esperienza come missionario in Brasile, dove Giovanni Paolo II lo nominò prima vescovo ausiliare di Rio de Janeiro e poi vescovo di Petropolis. Bergogliano doc, nonché beneamato dai suoi fedeli, c'è poi il vescovo di Bologna Matteo Zuppi, vicino alla comunità di Sant'Egidio.

Il Cardinale Angelo Bagnasco con Papa Francesco
Il Cardinale Angelo Bagnasco con Papa Francesco (ANSA)

Nodi complessi
Il vescovo che ricoprirà il ruolo di presidente per il prossimo quinquennio, ad ogni modo, dovrà affrontare molti nodi complessi. I rapporti, in via di ridefinizione, con la politica italiana, come dimostrano le contorsioni di queste settimane del rapporto tra cattolicesimo a il movimento cinque stelle di Beppe Grillo. La gestione di finanze che, tra otto per mille in calo e bilanci non sempre rosei, impegneranno la Cei dei prossimi anni ad uno sforzo di riordino e trasparenza. Accese tematiche di dibattito pubblico quali la bioetica, l'omosessualità, l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati. E, prima di tutto, il rapporto, sinora altalenante, con Papa Francesco. Il quale, oltre al presidente della Cei, nelle prossime settimane sceglierà anche il nuovo vicario per la diocesi di Roma, in sostituzione del cardinale Agostino Vallini, e il futuro arcivescovo di Milano dopo il pensionamento del cardinale Angelo Scola. Uno spoils system pastorale che inizierà quando, alle 16.30, il Papa incontrerà nell'aula del sinodo, in Vaticano, il «parlamento» della Cei e, dopo l'ultimo saluto di Bagnasco e una sua introduzione, discuterà a porte chiuse con gli oltre duecento vescovi italiani per delineare la Conferenza episcopale italiana del futuro.