27 giugno 2017
Aggiornato 12:30
«Globalizzazione e banche ci hanno impoverito come collettività»

M5s in marcia per il reddito di cittadinanza. Domani Perugia-Assisi a 5 stelle

Sabato il Movimento Cinque Stelle si metterà in marcia da Perugia e Assisi per sostenere la proposta del reddito di cittadinanza

Il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo
Il leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo (ANSA/ ANTONINO DI MARCO)

ROMA - Una passeggiata lunga poco meno di venti chilometri, dalla basilica di San Pietro a Perugia fino ai piedi del colle di Assisi, alla basilica di santa Maria degli Angeli: è la seconda edizione della marcia del Movimento 5 stelle, dedicata al reddito di cittadinanza e ai temi dell'impoverimento della popolazione. E' in programma domani con partenza alle 11.30 ed è l'iniziativa simbolica più forte della lunga campagna elettorale del M5S. Campagna tarata per ora senza troppa enfasi sulle amministrative ma con l'occhio alla vera sfida che attende Beppe Grillo e i suoi: le elezioni politiche in autunno o a febbraio 2018. La scelta di ripercorrere i passi del movimento pacifista che fin dagli anni 60 ha scelto i luoghi di san Francesco per manifestare è un ritorno alle origini per il Movimento. Che proprio al 4 ottobre, nella giornata del poverello di Assisi, fa risalire il suo atto fondativo. E proprio sulla povertà ha incentrato nei giorni scorsi il suo appello il leader dal suo blog: «La povertà è la piaga più esposta dell'Italia di oggi e non accenna a rimarginarsi, anzi a espandersi sempre di più. I dati sono devastanti, secondo Oxfam oltre 1 persona su 4 in Italia è a rischio di povertà o di esclusione sociale. 17 milioni e mezzo di italiani vivono in una condizione di estrema precarietà e vulnerabilità».

Per Grillo un diritto fondamentale
Per questo, ha detto Grillo, «la marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, oltre a rivendicare quello che per noi è un diritto fondamentale dei cittadini, per me sarà anche una giornata della memoria: #IoMarcioPer non dimenticare che la globalizzazione e i deliri bancari ci hanno impoverito sia singolarmente che come collettività». «Il nostro reddito - ha spiegato Alessandro Di Battista, una delle figure più in vista della più larga formazione di opposizione - costa 17 miliardi di euro all'anno e lo avete visto hanno trovato 20 miliardi di euro in 24 ore per salvare le banche». E siccome «le battaglie vanno portate avanti, il Movimento 5 stelle si rimette in marcia».

Per Renzi è assistenzialismo, ma...
La proposta del reddito di cittadinanza è molto controversa, Matteo Renzi l'ha bollata come «puro assistenzialismo», ma il M5S non molla e raccoglie anche consensi dai suoi fiancheggiatori e simpatizzanti. Sul blog di Grillo oggi Elio Lannutti, storico nemico dei vertici bancari e presidente di Adusbef, ha spiegato il perché della sua adesione alla marcia: il reddito, ha detto, serve «per aiutare tanti disperati messi ai margini della società» ma è anche «necessario alla stessa funzione del ciclo economico, che falcidiando i posti di lavoro con la rivoluzione tecnologica, la robotizzazione e l'intelligenza artificiale, ha bisogno che i ceti popolari abbiano redditi minimi, per alimentare il ciclo produttivo». Appello alla partecipazione affidato a Vito Crimi, il primo capogruppo M5S al Senato della legislatura, rimasto fra i fedelissimi di Grillo e Davide Casaleggio, che ha ereditato il ruolo di stratega della comunicazione dal padre Gianroberto: «Ci sono già decine e decine di pullman organizzati in tutta Italia. Cercate quello della vostra città perché la marcia comincia da casa vostra», ha scritto sul blog.