Parlano il direttore di Frontex e il procuratore di Catania

Mafie libiche e ong «finanziate dai trafficanti»: si allargano le ombre sull'immigrazione verso l'Italia

Il direttore di Frontex Fabrice Leggeri e il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro riaccendono le polemiche sull'ambiguo ruolo di alcune Ong nel Mediterraneo, accusate di essere in combutta con i trafficanti libici e di favorirne le attività

Recupero di un barcone.
Recupero di un barcone. (ANSA/ UFFICIO STAMPA MARINA MILITARE)

ROMA - Mentre anche in Italia si rincorrono le polemiche a proposito dell'ambigua attività di alcune Ong nel Mediterraneo, accusate di essere in contatto diretto con i trafficanti libici, sui quotidiani tedeschi il direttore di Frontex lancia l'allarme. «Circa 28.000 immigrati clandestini dalla Libia sono arrivati ​​in Italia tra gennaio e metà aprile, con un incremento del 30% anno su anno», afferma Fabrice Leggeri, in un'intervista con il giornale tedesco «Passauer Neue Presse».  Leggeri sottolinea che «sta aumentando sensibilmente il flusso di persone che arrivano in Europa attraverso la cosiddetta rotta del Mediterraneo centrale, rispetto al calo sperimentato sulla cosiddetta rotta orientale che passava da Grecia, Paesi balcanici, per arrivare in Europa»

Numeri in calo verso la Grecia, in aumento verso l'Italia
I numeri parlano chiaro: tra gennaio 2017  e la metà di aprile solo 6.000 persone sono giunte in Europa attraverso il Mar Egeo tra la Turchia e la Grecia, con un calo del 94% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un calo attribuibile all'accordo con la Turchia di Erdogan, in cambio della «modica» cifra di 3 milioni di euro all'anno per due anni.

Dalla Grecia all'Italia
Così, come peraltro ampiamente prevedibile, il grosso dei flussi migratori via mare si sono spostati sulla rotta libica-italica. Una situazione di cui, secondo Leggeri, approfitterebbero le mafie libiche «che contrabbandano migranti  verso l’Italia», anche grazie al caos politico che regna in Libia. Il direttore di Frontexi ha anche denunciato che «le barche intercettate nel trasporto di africani nel Mediterraneo centrale hanno a bordo sempre più persone e non hanno quasi mai a disposizione abbastanza carburante per il viaggio». I trafficanti, le mafie libiche, caricano su gommoni una media di circa 170 persone per imbarcazione, di solito senza abbastanza carburante per fare più di qualche miglio dalla riva e senza alcuna fornitura di salvataggio. Questo perché i trafficanti sanno bene che, a poche miglia dalla costa, c’è una nave Ong pronta a caricarli. 

Le accuse del procuratore di Catania
Accuse ancora più pesanti giungono nientemeno che da procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che, in un'intervista ad Agorà su Rai Tre, ha spiegato: «A mio avviso le ong potrebbero essere finanziate, alcune ong, dai trafficanti e so di contatti». Secondo Zuccaro «in questo momento il modo in cui viene attuato il salvataggio in mare non fa diminuire il numero dei morti. Se un natante delle ong si porta a ridosso delle spiagge libiche e non esiste, in quel momento, quella situazione di pericolo che giustifica l'intervento; se dalla Libia partono delle telefonate e dicono loro 'possiamo mettere in mare delle imbarcazioni anche se c'è il mare agitato?' e da parte loro si risponde 'fate tranquillamente, tanto noi siamo a ridosso lo potete fare' lì la Convenzione di Amburgo» sulla ricerca ed il soccorso in mare «non è assolutamente applicabile».

Distinguere ong e ong
«E' chiaro - ha sottolineato il procuratore - che bisogna distinguere tra ong e ong»: ci sono «quelle che operano da tanto tempo, su tutti gli scenari internazionali, facendo veramente un gran bel lavoro, come Medici Senza Frontiere e Save the Children soprattutto, che sono organizzazioni che hanno certamente scopi umanitari». Ma «a mio avviso le ong potrebbero essere finanziate, alcune ong, dai trafficanti e so di contatti... Un traffico che oggi sta fruttando quanto il traffico della droga. Moltiplicate 8500 per 600 euro circa, che è il costo di ogni viaggio, e avrete delle cifre che sono abbastanza significative. 8500 in tre/quattro giorni».

Destabilizzazione dell'economia italiana
Ma il magistrato ha proposto anche un'altra pista investigativa: «Potrebbe anche essere, e forse può essere anche più inquietante, che si perseguono da parte di alcune di queste ong finalità diverse, di destabilizzazione per esempio dell'economia italiana. Chi volesse, per esempio, speculare su una situazione di debolezza economica dell'Italia, che non c'è dubbio viene incrementata da un afflusso di migranti incontrollato, senza dubbio potrebbe averne dei vantaggi. Adesso faccio delle ipotesi e ne parlo: dovrei, in teoria, prima fare degli accertamenti e poi» parlare.

Polemiche
In ogni caso, sulla polemica sulle notizie troppo allarmiste sul lavoro delle ong per Zuccaro «questo corto circuito non si può creare, salvo che per effetto di persone che vogliono creare confusione: se io dico chiaramente che ho delle ipotesi di lavoro, se dico chiaramente che non tutte le ong lavorano correttamente è ovvio che non creo il corto circuito mediatico. Il corto circuito mediatico si crea se le distinzioni non vengono fatte, se i distinguo saltano».