23 ottobre 2019
Aggiornato 13:00
Nuovo esempio di 'solidarietà' europea

Scandalo Europa: la Merkel ci taglia 100 mln di aiuti per i terremotati

Passata la sbornia delle celebrazioni romane, l'Ue torna a deludere. Perché 5 Paesi europei hanno chiesto di ridurre gli aiuti destinati ai terremotati del Centro Italia di 100 milioni di euro

Amatrice sei mesi dopo il terremoto.
Amatrice sei mesi dopo il terremoto. ANSA

BRUXELLES - Passata la sbornia delle celebrazioni romane, fatta di buoni propositi e belle parole, l'Unione europea torna a dimenticarsi del significato di quel termine che, in teoria, dovrebbe indicare uno dei suoi valori fondanti e fondativi: «solidarietà». Perché ben cinque Paesi europei (Austria, Olanda, Finlandia, Svezia e Gran Bretagna), durante la riunione in Consiglio degli Ambasciatori dei 28, hanno votato per cancellare 100 milioni dal pacchetto di aiuti destinati alla ricostruzione delle zone terremotate nel Centro Italia. 

Cofinanziamento dal 100% al 90%
Decisamente una pessima notizia per tutte quelle persone ancora sfollate a cui, all'indomani dalle terribili scosse, l'Ue aveva promesso una generosa assistenza. In effetti, la proposta della Commissione europea prevedeva il finanziamento al 100% delle spese di ricostruzione. Un aiuto che dev'essere sembrato eccessivo a quei cinque Paesi sopraindicati, che hanno chiesto di abbassare la soglia al 90%.

L'assistenza europea
Ad essere interessati dalla riduzione, in particolare, sarà l'ammontare del fondo di coesione e del fondo Fesr. L'assistenza europea per il terremoto, infatti, si basa sui tre pilastri della solidarietà europea: il fondo di solidarietà, 1 miliardo di euro stanziati dalla quota di solidarietà per il 2016 e il 2017, di cui l'Italia ha già ricevuto un anticipo di 300 milioni; i fondi di politica di coesione, 200 milioni di euro dalla politica di coesione che vengono dall'aggiustamento tecnico per i Paesi colpiti dalla crisi; il fondo Fesr, che ammonta a 1 miliardo di euro secondo la richiesta del Parlamento europeo.

Riduzione degli aiuti
Sui fondi di coesione la trattativa è ancora in corso, a causa del ritardo del governo italiano nell'indicare la modalità di investimento di quel denaro; quanto al fondo Fesr, quando verrà votata la modifica del regolamento «disposizione comuni» che riforma i 5 più importanti fondi europei, l'Italia potrà usufruire di un asse prioritario per progetti di ricostruzione all'interno di un programma operativo. Ed è proprio sulle quote riservate ai terremotati italiani da questi ultimi due fondi che agirebbe la riduzione chiesta dai cinque Paesi europei.

Il fallimento del governo Gentiloni
Ciò significherà la decurtazione di 100 milioni di euro dagli aiuti previsti, somma che dovranno sborsare le Regioni, già provate dalla tragedia che le ha colpite. Una decisione forse dovuta alla scarsa fiducia nella gestione degli aiuti da parte del Belpaese, dopo il pessimo precedente del terremoto dell'Aquila. Ad ogni modo, per capire esattamente cosa succederà, bisogna attendere il negoziato tra Commissione e Consiglio europeo e, quindi, il voto del Parlamento europeo tra maggio e giugno. Ma per gli europarlamentari del Movimento Cinque Stelle, la vicenda già rappresenta il fallimento del governo Gentiloni, fallimento che i cittadini del Centro Italia sperimenteranno sulla propria pelle. E che, oltre al danno, subiranno anche la beffa.