27 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Satira politica

Poletti, la video-raccolta delle gaffe del ministro del Lavoro

Il ministro del Lavoro ha collezionato una serie di figuracce che hanno fatto infuriare gli italiani più volte. Dal «sono il prototipo di Briatore», alla sua «mucca laureata» mentre lui non ha terminato gli studi, passando per la laurea a 28 anni «che non serve a un fico» o alla sua battaglia contro le vacanze scolastiche. Ma anche i contratti «roba da '900» e gli insulti ai giovani emigrati

ROMA – Il titolare del Lavoro, Giuliano Poletti sta rischiando di vincere la palma di ministro più odiato del governo Gentiloni, viste le sue numerose gaffe e figuracce che stanno facendo imbestialire gli italiani. L'ultima frase che viene contestata a Poletti è quella sui giovani immigrati all'estero: «Se 100mila giovani se ne sono andati non è che qui sono rimasti 60 milioni di 'pistola'. Ci sono persone andate via e che è bene che stiano dove sono perché questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi».

Le gaffe sul lavoro
Cosa pensare, quando a suo dire è l'idolo delle nuove generazioni a cui ha dato un lavoro come ha sostenuto lo scorso febbraio: «Questa idea che adesso abbiamo il boom di assunzioni con il Jobs act e poi avremo la crisi è senza fondamento. Incontro molti giovani che mi ringraziano». Per la cronaca dopo il Jobs act ad aumentare sono stati sopratutto i licenziamenti, il 31% in più, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto fermo all'11,4%. Sul lavoro Poletti si è lasciato scappare altri giudizi imbarazzanti, come quando nel marzo del 2014 ha sostenuto che «il Contratto di lavoro è un istituto del '900 che non è più adeguato alle moderne dinamiche», un «libro di 250 pagine che vuole regolare tutto». Ben più grave quando ha provato a spacciare dati falsi sull'occupazione, salvo poi essere richiamato dell'Istat, come nell'agosto del 2015. Come dimenticare poi l'elogio a Flavio Briatore di cui si è vantato di essere il «prototipo» a Le invasioni barbariche su La7 nel marzo 2014.

Poletti e l'istruzione
Ma il ministro ha anche detto la sua personalissima opinione sullo studio. Mentre la sua vacca «si è laureata ed è andata a fare uno stage all'estero», come ha ironizzato lui stesso in riferimento all'imitazione di Maurizio Crozza che lo aveva paragonato al maiale a capo della Fattoria degli Animali. In quell'occasione ha dovuto ammettere però che nonostante la sua mucca si fosse laureata, lui non ha mai terminato gli studi. Un motivo forse c'è se Poletti non si è laureato ed è lui stesso a spiegarlo quando ha sostenuto: «Prendere 110 e lode a 28 anni non serve a un fico, è meglio prendere 97 a 21». Sempre in materia scolastica il ministro aveva fatto arrabbiare studenti e professori nel marzo del 2015 quando aveva sostenuto che tre mesi di stop sono troppi: «Un mese di vacanza va bene. Ma non c'è un obbligo di farne tre. Magari uno potrebbe essere passato a fare formazione».

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