21 novembre 2019
Aggiornato 14:00
Governo Renzi

Un anno fa Renzi consigliava Mps, oggi vale quasi un quarto

Il premier a Porta a porta il 22 gennaio: «Oggi la banca è risanata, e investire è un affare», sempre da Vespa il 6 settembre: «Io da questo salotto dissi che se un soggetto si fosse voluto comprare azioni dell'istituto senese avrebbe potuto farlo a condizioni ottime e lo confermo» Da allora il titolo è crollato da 0,75 a 0,20

ROMA – Era poco più di un un anno fa: il 22 gennaio l'ormai ex premier, Matteo Renzi nel salotto di Bruno Vespa su Rai1 si vantava di una sua intervista al Sole 24 ore dove consigliava vivamente di investire in Monte dei Paschi di Siena. Quel giorno le azioni Mps erano quotate a 0,75: 7mila 500 euro per 10mila azioni. «Oggi la banca è risanata, e investire è un affare. Su Mps si è abbattuta la speculazione ma è un bell'affare, ha attraversato vicissitudini pazzesche ma oggi è risanata, è un bel brand. Forse in questo processo che durerà qualche mese deve trovare dei partner perché deve stare insieme ad altri», le parole di Renzi a Porta a Porta.

Dopo 6 mesi il titolo vale un terzo
Passano i mesi, il titolo precipita, e il segretario del Partito democratico prova a prendere nuovamente in giro gli italiani, sempre dall'accomodante Vespa. Il 6 settembre Renzi rilancia: «Ci sono le condizioni perché l’aumento di capitale si faccia entro l’anno», dice il premier, che continua: «Non faccio i consigli per gli acquisti. Io non investo in Borsa. Io da questo salotto dissi che se un soggetto si fosse voluto comprare Mps avrebbe potuto farlo a condizioni ottime e lo confermo. Mps è la banca più antica d’Italia, ha un passato ma ha anche un futuro». Quel giorno Mps viene quotata 0,23, meno di un terzo del primo consiglio per gli acquisti targato palazzo Chigi: chi avesse preso per buono quell' «investire è un affare» di Renzi avrebbe perso gran parte del capitale.

Oggi la decisione della Consob
E oggi? In questi giorni il titolo della banca senese si sta mettendo in mostra a Piazza Affari. Con un' impennata odierna del 7% (a 0,205) in attesa della decisione della Consob sulla riapertura volontaria in azioni dei bond subordinati in mano al pubblico retail. L'Autorità, come riportato dal Sole 24, si riunirà oggi per concludere l'esame del supplemento al prospetto informativo presentato dalla banca. Se la Consob darà l'ok Mps potrà sollecitare all'investimento circa 40mila risparmiatori, sperando di portare in cassa da 1 a 2 miliardi di euro che andrebbero a sommarsi al miliardo di subordinati già convertito dagli istituzionali.

A Mps servono 5 miliardi
Mps ha come obiettivo la raccolta di almeno 5 miliardi, per scongiurare un intervento pubblico che potrebbe portare alla nazionalizzazione dell'istituto di credito. Altra ipotesi è che Mps attinga ai 15 miliardi che il governo dovrebbe mettere a disposizione del settore creditizio per sottoscrivere l'inoptato degli aumenti di capitale e dagli 80 miliardi per garanzie su bond destinati a fornire liquidità agli istituti che stanno sperimentando stress dal lato della raccolta. Su questo l'esecutivo Gentiloni dovrebbe esprimersi entro il 22 dicembre approvando un apposito provvedimento.