Partito democratico

De Luca indagato per istigazione al voto di scambio

Passata la grana voto di fiducia, che ieri ha incassato 32 voti a sostegno e 17 contro, il governatore della Campania, ora deve affrontare una nuova magagna giudiziaria per le frasi pronunciate durante il celebre meeting a porte chiuse all'hotel Ramada il 15 novembre scorso

NAPOLI – Passata la grana voto di fiducia, che ieri ha incassato 32 voti a sostegno e 17 contro, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca ora deve affrontare una nuova magagna giudiziaria. La Procura di Napoli infatti lo ha iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto dopo aver inserito il reato di istigazione al voto di scambio, nel fascicolo aperto il 24 novembre scorso (sino a ieri privo di ipotesi di reato) sulle dichiarazioni di De Luca durante un incontro elettorale con alcuni politici del Partito democratico campani, a pochi giorni dal referendum costituzionale.

Le frasi incriminate
Durante il celebre meeting a porte chiuse all'hotel Ramada il 15 novembre scorso, il governatore campano aveva chiesto ai sindaci e amministratori presenti di convincere i loro concittadini a votare Sì sfruttando tutti i mezzi, anche il clientelismo. Le dichiarazioni che avrebbero dovuto rimanere riservate erano state poi diffuse dal Fatto Quotidiano che ne aveva pubblicato l'audio. Celebre il passaggio: «Fate il porta a porta e non pensate ad altro» imitate il sindaco di Agropoli Franco Alfieri, fate «clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda», e poi «vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso».

La Procura si muove
A quanto risulta i pm napoletani hanno ascoltato come persona informata dei fatti Paolo Russo, portavoce del governatore che era presente alla riunione incriminata, mentre altri sono stati convocati per verificare se quel giorno De Luca ha effettivamente messo in atto azioni tali da turbare le norme elettorali.

De Luca: «Battute goliardiche»
La questione giudiziaria è stata sollevata anche nel dibattito sulla mozione di sfiducia che si è svolto ieri in consiglio regionale. De Luca ha risposto parlando di «una campagna d'opinione su una battuta goliardica, roba che l'attentato alle Torri Gemelle ebbe meno paginate sui giornali. Vergognatevi, volete la paralisi della Campania».

«Una cosa vergognosa»
Quindi ha aggiunto: «Siccome sentivo poco entusiasmo per il referendum, ho detto fate appello alla gente, magari offrendo una cena, un viaggio. Ma non vi vergognate? La Regione non dovrebbe essere gettata nella paralisi per una battuta goliardica. Si è fatto appello ai sindaci per il porta a porta. E quale doveva essere l'appello di fronte a un referendum che non suscitava entusiasmo? Stiamo parlando di banalità. C'è da vergognarsi, in Italia, per aver trasformato una battuta per la quale si sorrideva al termine di una riunione in un problema di democrazia. Il vero voto di scambio - ha concluso - è quando si fanno nomine al termine della legislatura. Quello è voto di scambio».

«Vogliamo andare avanti a colpi di fiducia?»
Infine il presidente della Campania ha rivolto un appello all'Aula: «Chiedo ai gruppi di maggioranza di fare tesoro di questa esperienza. se questa è la tendenza (mozione di sfiducia da parte delle opposizioni, ndr), allora valutate la possibilità di andare avanti a colpi di fiducia». Nella scorsa consiliatura lo strumento del voto di fiducia era utilizzabile solo per provvedimenti legislativi inerenti economia e finanza regionale. Dopo il suo insediamento l'ex sindaco di Salerno ha introdotto, e fatto approvare dal Consiglio, una modifica che consente di utilizzare lo strumento della fiducia per una più ampia tipologia di leggi. Se davvero la maggioranza dovesse seguire questo invito, il governo De Luca si comporterebbe in modo molto simile all'ex governo Renzi. Questo invito del governatore ha fatto arrabbiare moltissimo i consiglieri pentastellati.