27 giugno 2019
Aggiornato 05:00
L'ex capo della Protezione civile non rinuncia alla prescrizione

Processo Grandi Rischi bis, chiesti 3 anni per Bertolaso

Il procuratore generale ha chiesto tre anni di carcere per Guido Bertolaso nell'ambito del processo Grandi Rischisul terremoto dell'Aquila

L'AQUILA - Il procuratore generale Romolo Como, nella penultima udienza del processo Grandi Rischi presso il tribunale dell'Aquila, ha chiesto tre anni di carcere per Guido Bertolaso (unico imputato nel processo) per il mancato allarme del sisma del 2009. Bertolaso, allora capo dipartimento della Protezione civile, è accusato di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose.

L'intercettazione
Decisiva ai fini dell'accusa l'intercettazione della telefonata nella quale l'ex capo della protezione civile disse che avrebbe inviato la commissione grandi rischi a L'Aquila per una grande «operazione mediatica perché vogliamo rassicurare la gente» (convocando la riunione di esperti del 31 marzo 2009), cinque giorni prima del terremoto del 6 aprile. 

L'arringa
Dovrebbe slittare, invece, all'ultima udienza fissata per venerdì prossimo 30 settembre, l'arringa difensiva del legale di Bertolaso, Filippo Dinacci. Oltre al suo intervento, sono previste anche la replica dell'accusa, eventuali controrepliche dei difensori, camera di Consiglio e sentenza. L'obiettivo sarebbe quello di arrivare a conclusione del processo prima del 6 ottobre prossimo, giorno in cui l'accusa per Bertolaso andrà in prescrizione insieme agli altri filoni legati al post-sisma.

Bertolaso non rinuncia alla prescrizione
Saranno passati, infatti, 7 anni e 6 mesi da quel drammatico 6 aprile 2009, quando, alle 3.32 del mattino, una terribile scossa di terremoto ha polverizzato L'Aquila. Degno di nota il fatto che, nonostante quanto promesso qualche mese fa, Bertolaso abbia deciso di non voler rinunciare alla prescrizione. Invece, nell'udienza precedente a quella odierna l'avvocato Dinacci ha ufficializzato il contrario, rinunciando, però, alla lunga lista dei testi difensivi per accelerare le tappe e portare comunque il processo prima del termine a una sentenza che, se fosse di condanna, manterrebbe effetti validi sul piano civile o del risarcimento danni ai famigliari delle vittime.