17 giugno 2019
Aggiornato 15:00
I guai del M5S da Roma a Parma

M5S, Pizzarotti è stato prosciolto e punta alla leadership del Movimento. Sarà il nuovo premier?

Il sindaco di Parma, che era stato indagato per abuso d'ufficio per le nomine al Teatro Regio, è stato prosciolto. Ora chiede il reintegro nel Movimento 5 stelle e le scuse del Direttorio. Ma non esclude di far la guerra a Luigi Di Maio per la leadership

BOLOGNA - La procura di Parma ha chiesto l'archiviazione per l'indagine nei confronti del sindaco, Federico Pizzarotti, che era stato indagato nei mesi scorsi per abuso di ufficio. Pizzarotti era stato espulso dal Movimento 5 stelle nel maggio scorso, dopo l'apertura del caso, e ora chiede a gran voce il reintegro e le scuse del Direttorio. Non solo. Potrebbe candidarsi per il ruolo di premier in funzione anti-Di Maio.

Il sindaco di Parma è stato scagionato
Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, venne sospeso dal Movimento 5 Stelle lo scorso maggio dopo l'apertura di un'indagine per abuso d'ufficio nei suoi confronti. Ora che la Procura ha chiesto l'archiviazione del caso, l'ex grillino chiede a gran voce il reintegro nel Movimento pentastellato e le scuse ufficiali del Direttorio. Inoltre non esclude di candidarsi alle prossime elezioni nazionali per la presidenza del Consiglio, in funzione anti-Di Maio.

Il richiamo al Movimento 5 stelle
«Sono contento, soprattutto per la mia città, il Teatro Regio e i miei concittadini. Ora qualche sassolino dalla scarpa me lo toglierò», ha scritto sul suo profilo Facebook Pizzarotti dopo la notizia dell'archiviazione per l'accusa di abuso di ufficio nei suoi confronti da parte della Procura di Parma. E ne ha approfittato per puntare subito il dito contro il Movimento 5 stelle. Ora«serve che qualcuno a capo del Movimento venga a Parma per chiarire la situazione», ha sollecitato durante una conferenza stampa.

Nessuna telefonata dopo l'archiviazione dell'indagine
Pizzarotti ha definito un «paradosso» la situazione di Parma rispetto a quella di Roma, aggiungendo che c'è stata «una evidente disparità di trattamento da parte dei vertici del M5S». Ora il sindaco di Parma si aspetta «una presa di posizione, l'ammissione dell'errore e il reintegro». Ma non con una semplice e-mail. «Voglio che vengano qui a Parma, voglio parlare con qualcuno in carne e ossa, guardarlo in faccia. Non faremo passare questa situazione sotto silenzio», ha assicurato Pizzarotti. Ed ha spiegato che nessuno del Movimento si è fatto vivo dopo l'archiviazione dell'indagine.

Una scusa per la sospensione?
«Mi arrivano voci che non cambierà nulla, come al solito», ha riferito l'ex pentastellato durante l'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Se il problema non era l'avviso di garanzia ricevuto, ma la mancata comunicazione, allora «pretendo anche la sospensione di Luigi Di Maio, Virginia Raggi e l'assessora Paola Muraro. Sapevano dell'indagine e lo hanno nascosto», ha incalzato Pizzarotti. Non può bastare che «Di Maio dica di aver capito male o di aver sottovalutato. Allora anche io potrei cavarmela dicendo così. Ma la verità è che hanno usato l'indagine come una scusa per sospendermi», ha proseguito il sindaco di Parma.

Pizzarotti punta alla leadership del M5S
Ma Pizzarotti non si è limitato a uno sfogo qualunque ed ha alzato il tiro. Tra i suoi progetti, stando a quanto annunciato durante l'intervista rilasciata a Ilario Lombardo per La Stampa, potrebbe esserci anche la leadership del Movimento in funzione anti-Di Maio. «In generale non lo escludo», ha risposto al giornalista. «E' vero che ho detto che sarei disponibile a togliere dalle sabbie mobili il M5S. Ma per ora la mia priorità è Parma. Quando avrò deciso rispetto al Comune, farò la mia scelta», ha spiegato Pizzarotti con fare sibillino. Tuttavia, «ci sono giornate in cui non posso non vedere quanto siamo distanti dai nostri valori fondanti», ha concluso commentando lo stallo in cui versa oggi il Movimento 5 stelle. Il rischio, ha sottolineato il sindaco di Parma, è quello «dell'implosione. Ci sono già stati partiti che sono crollati dal 10-15% allo zero e qualcosa, il Movimento rischia di passare dal 30 al 10%».