28 settembre 2020
Aggiornato 14:30
Raduno di Pontida

Salvini e la Lega Nord, come cambia Pontida e perché

Comincia oggi la tre giorni del Carroccio in quel di Bergamo e sul palco ci saranno anche i tre governatori del centrodestra del Nord: Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia. Insieme a Matteo Salvini animeranno la «nuova» Pontida.

MILANO – Comincia oggi il tradizionale raduno di Pontida in quel di Bergamo. La tre giorni del Carroccio, quest'anno, si svolgerà in contemporanea con la reunion di Stefano Parisi con i moderati del centrodestra a Milano. E la sfida tra i due è appena cominciata. Ma lungo la Briantea, la strada statale 342 che è negli ultimi quindici anni è diventata il luogo simbolo della Lega Nord, si preannunciano grandi novità.

Oggi comincia la tre giorni del Carroccio
Parte oggi la 27esima edizione del raduno leghista per eccellenza e si concluderà domenica. Il raduno annuale di Pontida raccoglierà i fedelissimi del partito da tutta Italia e c'è già chi parla di almeno 30 pullman in arrivo in queste prime ore. A prescindere dall'affluenza, però, questo non sarà un incontro come gli altri. E non solo perché a pochi chilometri di distanza, in quel di Milano, si svolgerà in contemporanea la reunion di Stefano Parisi con i moderati, che trasformerà il raduno di Pontida in una sfida a distanza.

Sul palco i tre governatori del trilaterale
In gioco c'è di più. La ricostruzione di un centrodestra solido, unito, compatto che possa presentarsi in piena forma ai prossimi appuntamenti elettorali. E' il momento delle scelte di campo, per ricompattare le alleanze dentro e fuori il Carroccio. E all'appello hanno prontamente risposto Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia, che hanno assicurato a Matteo Salvini la loro presenza sul palco. I tre governatori, dopo il trilaterale di Genova, hanno scelto Pontida per lanciare un altro chiaro segnale al paese.

Il futuro del centrodestra e della Lega Nord
La Lega c'è. E il futuro del Carroccio potrebbe legarsi indissolubilmente a quello di Forza Italia. A sperarlo più di tutti è Giovanni Toti, che aspira a ritagliarsi un ruolo strategico nel destino del centrodestra e della politica nazionale. Ma è anche nei progetti di Salvini, che nell'alleato azzurro può trovare un sostegno prezioso per fare il salto di qualità. Il leader della Lega Nord punta alla leadership del centrodestra e ha bisogno di conquistare un elettorato più vasto di quello leghista. Non a caso, nel vocabolario salviniano non si trovano parole come «secessione» o slogan come «Padania libera».

La «nuova» Pontida
Ecco perché Pontida quest'anno avrà un sapore diverso. Solo cinque anni fa il mantra della kermesse era ancora «Roma ladrona», oggi la comunicazione dal palco sarà più prudente. La nuova Pontida dovrà essere in grado di ricompattare le nuove anime del partito e stringere alleanze strategiche fuori del Carroccio. Finora sembra essere riuscita nel primo intento, perché il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha dichiarato che non andrà alla convention di Stefano Parisi: «Sabato e domenica c'è Pontida e Pontida per noi è Pontida», ha sottolineato Maroni. «Pontida non è solo comizi, ma è la nostra festa, la festa della Lega», ha proseguito il governatore. Le divergenze con Salvini, per il momento, sono state messe da parte.