2 aprile 2020
Aggiornato 06:00
Il leader della Lega sui risultati negativi di Milano

Salvini: Il centrodestra «fritto misto» non ha funzionato, ora ricostruiamo

L'appello al moderatismo non frutta a Milano, dove il fronte del centrodestra rappresentato da Parisi perde al ballottaggio con Sala. Per Salvini un centrodestra poco convincente

MILANO - Alla luce dell'esito elettorale di Milano «la Lega deve fare uno sforzo in più» perché «la formula» dell'alleanza con un «centrodestra moderato» è «un fritto misto» che «non è convincente». Lo ha affermato il segretario federale della Lega nord Matteo Salvini, intervistato stamane da Radio Padania.

Basta minestre riscaldate
«Anche noi come Lega dobbiamo fare uno sforzo in più - ha detto Salvini - Perché è vero che a Milano abbiamo preso il massimo storico degli ultimi venti anni, però abbiamo perso». Secondo il leader della Lega, dunque, «anche il ragionamento sulla formula: 'il centrodestra moderato, il manager, dentro tutti, Alfano, Passera, Albertini, così si vince'... la gente le minestra riscaldata le lascia nel piatto, spesso e volentieri».

Centrodestra poco convincente
Quindi, ha chiesto l'intervistatore, l'appello al moderatismo non frutta? «Se mezzo milione di persone stanno a casa è perché non erano convinti - ha replicato il leader della Lega - Perché anche noi non eravamo abbastanza convincenti, riconoscibili, probabilmente perché mischiati in un fritto misto dove i gusti non si distinguono». «Adesso - ha aggiunto - costruiamo, c'è tanto da lavorare. 500mila persone non sono di serie b, anzi sono loro a dirci di darci una sveglia. E da oggi il nostro lavoro è di esserci».

Bizzarra campagna elettorale a Milano
 A Milano «c'è stata una campagna elettorale bizzarra», in cui «ho dovuto morsicarmi la lingua più volte», ha detto il leader della Lega, intervistato stamane da Radio Padania. «Poi - ha aggiunto - per il bene della mia città io non ho rotto le scatole». Salvini ha spiegato di essersi morso la lingua «quando Albertini dice che la Lega è irrilevante, quando Parisi dice no alla Brexit, che bisogna salvare l'euro e che bisogna salvare l'Europa». In quei momenti, ha detto, «ho dovuto respirare fino in fondo, contare fino a dieci e poi pensare a qualcos'altro. Comunque cosa fatto capo A. Non mi piace recriminare. Dobbiamo analizzare, capire dove abbiamo sbagliato e valutare dove abbiamo fatto bene».

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