23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
parla l'autore di "romanzo criminale"

Mafia Capitale, De Cataldo ai giudici: «Pensavo di non aver nulla da temere con Salvatore Buzzi»

Il giudice-scrittore è stato sentito dalla Prima Commissione del Csm sul caso

Il Campidoglio, Roma.
Il Campidoglio, Roma. Shutterstock

ROMA - La Prima Commissione del Csm ascolterà nei prossimi giorni il presidente della Corte d'Appello di Roma, Luciano Panzani, a proposito della pratica aperta sullo scambio di telefonate e sms tra Giancarlo De Cataldo, giudice della Corte d'Appello penale di Roma, e Salvatore Buzzi, imputato nel processo "Mafia Capitale".

De Cataldo: Buzzi non era un pregiudicato
De Cataldo, che è anche autore di "Romanzo criminale", il 21 marzo scorso è stato ascoltato dalla Prima Commissione, che vuole verificare se ci siano i presupposti per l'incompatibilità ambientale per il giudice. Nel corso dell'audizione, alla domanda di chiarimenti sui rapporti con Buzzi, De Cataldo ha detto che non si «trattava di un pregiudicato ma di un individuo completamente riabilitato» e «di notevole fama a Roma».

"Pensavo di non aver nulla da temere"
«Talvolta capitava di sentirsi, anche in modo ironico, non sospettando minimamente che l'uomo avesse subito l'involuzione che sarebbe poi sfociata nel procedimento 'Mafia Capitale' e ritenevo di non avere nulla da temere da simili contatti», ha proseguito. A proposito del boss Massimo Carminati, altro imputato di "Mafia Capitale" De Cataldo ha sottolineato di «non aver mai incontrato personalmente Carminati, né da solo né con Buzzi».

"Nessun rapporto con la sua cooperativa"
De Cataldo ha escluso di aver avuto rapporti finanziari con la Cooperativa 29 giugno, fondata da Buzzi. «Non ho investito nulla, non ho nulla da spiegare. Non ho mai avuto commerci economici con la Coop 29 giugno o con Salvatore Buzzi», ha affermato il giudice. La Prima Commissione del Csm è in attesa anche della documentazione chiesta agli amministratori giudiziari della Coop 29 Giugno.