26 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Roma corrotta, nazione infetta (dagli anni cinquanta)

Roma, vi spieghiamo perché nella Capitale i conti non tornano (mai)

Quanto vale questa Capitale, quanto sono tassati i romani e quanti soldi sono fagocitati dalla corruzione capitolina? Ecco a voi, signore e signori, i conti di Roma.

Il Colosseo, Roma.
Il Colosseo, Roma. ( Shutterstock )

ROMA - A Roma i conti non tornano. Non solo quelli di Affittopoli. E non (soltanto) per colpa di Alemanno, Marino o il sindaco di turno. La storia parte da molto più lontano, perché già negli anni Cinquanta una delle copertine de l'Espresso titolava così: «Roma corrotta = Nazione infetta». Di acqua sotto i ponti - e Roma ce ne sono molti - nè è passata da allora, ma nulla è cambiato. Quanto vale questa Capitale, quanto sono tassati i romani e quanti soldi sono fagocitati dalla corruzione capitolina? Ecco a voi, signore e signori, i conti di Roma.

Roma è la vetrina del fallimento della politica italiana
Una capitale è il biglietto da visita dello stato che rappresenta. E non è solo una questione di immagine, di apparenza, di decoro. E' la sede delle sue istituzioni, il centro della sua politica di governo. In questo senso possiamo dirlo senza paura: il fallimento di Roma è anche il fallimento della politica nazionale. Né più né meno. Roma è la vetrina della sua corruzione, del suo abbrutimento, della sua inefficienza. E la faccenda è tanto più grave perché affonda le sue radici in tempi lontani: una copertina de L'Espresso titolava già negli anni Cinquanta "Roma corrotta = Nazione infetta». Sono passati decenni, dunque, senza che nessuno sia riuscito a cambiare l'ordine delle cose: peggio, la corruzione a Roma si è fatta «sistema».

I numeri raccapriccianti di Affittopoli
A distanza di più di sessant'anni, i conti di Roma continuano a non tornare ed è la corruzione a farla da padrona. Basta pensare allo scandalo affittopoli: circa 30 case «fantasma», morosità da 357 milioni di euro, morti che pagano gli affitti al posto dei vivi (perché gli eredi non vogliono perdere le deliziose mura di cui usufruiva il caro estinto e quindi continuano a pagare il dovuto di nascosto) e vivi che non li pagano proprio. Nel centro storico, infatti, l'85% degli inquilini che vivono nelle case del Comune di Roma e dei negozianti che utilizzano gli immobili comunali non paga l'affitto.

I romani pagano le tasse più alte d'Italia
Ma i conti non tornano neanche per le tasche dei cittadini romani. Roma è in pole position per quanto riguarda l’oppressione fiscale rispetto a tutte le altre città italiane. Oltre il 50 per cento del bilancio 2016 – 2018 è dato, infatti, da imposte: circa 2,5 miliardi, di cui il 16% è a carico di chiunque abbia un reddito ed il 77% che grava sugli immobili capitolini. Ma c'è anche l’imposta regionale Irpef, che tutti noi dobbiamo pagare e la cui aliquota è pari al 3,3% : vale circa 1,4 miliardi. Peccato, però, che a Milano la stessa imposta sia molto più bassa: circa la metà, solo l'1,73%. E questo nonostante il fatto che il reddito medio dei milanesi sia superiore a quello dei romani di circa il 30 per cento. I romani pagano le tasse più alte d'Italia, a fronte di servizi pubblici disastrosi.

Quanto vale Roma per lo Stato italiano?
Ma quanto vale Roma Capitale? Quanto soldi lo Stato italiano è disposto a spendere per prendersene cura? Come riporta Gianfranco Polillo sull'articolo che ha scritto su Formiche.net, nella nota integrativa al bilancio comunale per l’esercizio 2016 – 2018 di Roma Capitale si legge: «I valori scaturenti dall’analisi elaborata in sede di predisposizione del Piano di Riequilibrio della spesa corrente hanno condotto a definire: un disquilibrio strutturale pari a 550 milioni; il riconoscimento di extra-costi sostenuti dall’ente per l’esercizio delle funzioni di città Capitale d’Italia, pari a 110 milioni; la necessità di un riequilibrio strutturale per il delta differenziale di 440 milioni, da realizzare nell’arco del triennio 2014″. In parole povere, centodieci milioni di euro è quanto lo Stato nazionale è disposto a riconoscere. Praticamente il prezzo di mercato di alcune palazzine in centro storico. Non dovrebbe valere forse di più una capitale d'Italia? Il nostro metro di paragone stavolta non è Milano, ma Parigi: il Parlamento francese nel 2010 ha messo a disposizione della sua Capitale circa 22,625 miliardi per riqualificarla. Sono cifre molto diverse. I conti, a Roma, decisamente non tornano. Mai.