29 settembre 2020
Aggiornato 13:00
La battaglia a colpi di hashtag, post, tweet e talk show

Matteo Salvini batte Matteo Renzi. Almeno in Tv (e su Facebook)

Nello scontro della domenica pomeriggio televisiva, il leader della Lega da Giletti ha battuto il premier dalla D'Urso. In attesa delle urne, chi è il miglior comunicatore tra i due?

ROMA - Matteo Salvini batte Matteo Renzi. Almeno in Tv. Lo scontro tra i due leader che si contenderanno la guida dell'Italia è avvenuto nei programmi più seguiti della domenica pomeriggio di Rai 1 e Canale Cinque: rispettivamente, l'Arena di Giletti e Domenica Live di Barbara D'Urso. I dati auditel non mentono: l'Arena con Salvini è stata seguita da 4.577.000 spettatori con uno share del 23.29%; ha appena sfiorato invece i tre milioni di spettatori - 2.984.000 con il 18,32% - la partecipazione del premier a Domenica Live, dove peraltro ha puntualizzato la posizione del governo sulla Libia. Una posizione, si può dire, di moderazione e prudenza: l'Italia interverrà solo qualora nel Paese nordafricano si formi un governo solido che chieda l'aiuto internazionale. Qualche canale più indietro, invece, Giletti si stava occupando delle storture nell'assegnazione delle case popolari dell'Ater a Roma, focalizzandosi sul caso di un avvocato che vive in una villetta di tre piani di 140 mq a San Saba, zona centrale di Roma, con un affitto di circa 130 euro al mese. Il classico tema su cui Salvini è sempre in prima linea. Così, domenica pomeriggio gli italiani hanno consegnato la palma della vittoria al leader della Lega, assoluto sovrano dei talk show.

Salvini, Renzi e i talk show
Non che questo dato possa preludere necessariamente a un prossimo sorpasso elettorale: sarebbe ovviamente azzardato sostenerlo. Eppure, oltre alla guerra degli elettori, quella tra i due Mattei è anche una battaglia combattuta a suon di post, hashtag, tweet, selfie e ospitate televisive. Perché ciò che accomuna i due «nemici» è la capacità di impersonare dei leader giovani, smart, e all'avanguardia nell'uso dei mezzi di comunicazione, specialmente quelli digitali. Certo, lo stile dei due è del tutto opposto: più istituzionale Renzi, che rimane tutto sommato più restio di Salvini agli agoni televisivi; più populista e demagogico il leader della Lega, uno degli esponenti politici più presenti in Tv perché, con lui, il picco di share è assicurato. D'altra parte, nel gergo degli addetti ai lavori, Salvini rientra nella categoria dei «party-crasher»: gli ospiti, cioè, che nei talk show scongiurano il sopravvento della noia e «animano», per così dire, il dibattito. E Salvini è un party-crasher per eccellenza: con lui in Tv, il «divertimento» è assicurato.

Da Maria De Filippi ai social
Interessante notare, tra l'altro, come entrambi i Mattei siano prima o poi passati per una trasmissione di Maria De Filippi, la regina indiscussa dei format televisi di successo: «Amici» per Renzi e «C'è Posta per te», sabato scorso, per Salvini. Uno snodo mediatico per entrambi, e perfettamente consono ai rispettivi stili: un'ospitata più «promozionale» quella di Renzi, che ha usato la giovane platea di Amici per veicolare la sua classica narrazione basata sul cambiamento, sul futuro, sulla speranza, sulla «rottamazione»; più «popolare» quella di Salvini, alle prese con il duo Greggio-Iacchetti a dimostrare che, dietro alla fermezza del leader leghista, si nasconde anche il ragazzo che sa stare al gioco. Ma Salvini e Renzi si sfidano ogni giorno anche usando la piazza digitale dei social network: talvolta, con polemiche «a distanza» (più classicamente intentate da Salvini contro Renzi); costantemente, con strategie diversissime. Perché il Matteo leghista predilige Facebook, social decisamente più «popolare» e meno elitario di Twitter; il premier, invece, preferisce i cinguettii, per rivolgersi a un target più selezionato che comprende anche media e addetti ai lavori. Non solo: l'approccio di Salvini è spesso più incentrato sull'attacco e sulla polemica, che sempre si conclude con una domanda interattiva al pubblico, senza però disdegnare post più faceti e disimpegnati; Renzi, invece, usa i social per costruire la sua narrazione «positiva», per promuovere i progressi fatti dall'Italia sotto il suo esecutivo, e per esaltare l'orgoglio nazionale contro una certa retorica disfattista che ha impersonificato nei «gufi». Non a caso, gli hashtag più utilizzati dal premier sono #italiariparte e #lavoltabuona.

Chi vince?
Ma anche sui social, i numeri contano: così, il 16 aprile 2015 Matteo Salvini ha festeggiato il «soprasso» di Renzi su Facebook, profetizzando un prossimo sorpasso anche alle urne. Salvini, dunque, batte Renzi anche sui social? Non proprio. Perché se sul più popolare Facebook i numeri incoronano il leader della Lega (1 milione 300 mila di like per Salvini contro quasi 860mila per Renzi), su Twitter la situazione si rovescia: 2,27 milioni di follower per il premier, meno di 232mila per il leader della Lega. Le cifre fotografano esattamente quel che si diceva prima: la differente strategia di comunicazione dei due esponenti, l'uno che predilige toni e mezzi più popolari, l'altro più «elitari» e istituzionali. La battaglia, come si vede, è senza esclusione di colpi. Difficile dire chi dei due sia il miglior comunicatore in assoluto, ma una cosa è certa: Matteo Salvini batte Matteo Renzi nelle «piazze popolari» televisive e digitali. Com'è successo su Facebook, e nella sfida televisiva di domenica scorsa.