25 febbraio 2020
Aggiornato 13:30
Caos immigrazione

L'Austria chiude le frontiere, la Lega insorge

«Sul muro anti-profughi hanno ragione, ma ci saranno conseguenze per il nostro territorio», avverte Claudia Maria Terzi. E il segretario del Trentino Alto Adige lancia l'allarme: «Saremo una nuova Lampedusa»

ROMA – Farebbe bene il Cancelliere austriaco Werner Faymann a costruire il muro 'anti-profughi' al Brennero? «Se mi mettessi nei panni degli austriaci risponderei assolutamente di sì. Da italiana ovviamente mi rendo conto di quali saranno le conseguenze ulteriori per il nostro territorio, ma non posso dar torto al cancelliere austriaco». Così Claudia Maria Terzi (Lega Nord), durante la trasmissione Agorà su Raitre, ha risposto alla domanda del conduttore Gerardo Greco. E infatti il Trentino Alto Adige si sta dimostrando molto preoccupato per la decisione dell'Austria di chiudere i suoi confini. A partire dagli stessi rappresentanti della Lega: «La decisione austriaca di chiudere le frontiere è uno schiaffo in faccia alle politiche sulla gestione dell'immigrazione del governo Renzi. Mentre l'esecutivo predica l'accoglienza e la solidarietà per tutti i profughi, gli altri Paesi mettono il filo spinato. I governatori Kompatscher e Rossi devono chiedere al governo italiano di cambiare le politiche sull'immigrazione iniziando a organizzare i respingimenti navali nel mar Mediterraneo per non trasformare la nostra regione in una Lampedusa del Nord – ha affermato in una dichiarazione il segretario della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti – Al Brennero ripartono i controlli perché l'Austria non si fida della gestione dell'immigrazione del governo italiano che ha dimostrato in questi anni incapacità e mancanza di gestione del fenomeno. Ora, con l'avvento della stagione primaverile assisteremo a nuove ondate migratorie dal Mediterraneo e la nostra regione si potrebbe trasformare in un imbuto per tutti coloro che vogliono raggiungere i Paesi del Nord Europa».

Stop ai migranti economici
I timori italiani nascono dalla decisione dell'Austria di inserire Marocco, Algeria e Tunisia sulla lista dei «Paesi sicuri» inasprendo così le condizioni di asilo per i loro cittadini di cui Vienna intende scoraggiare l'emigrazione in Europa. La decisione, che sarà avallata domani in Consiglio dei ministri, riguarderà anche Georgia, Ghana e Mongolia, ed è stata presa al termine di un «minuzioso esame della situazione» di questi sei Paesi, secondo il ministero dell'Interno. «Trattandosi di migranti economici dobbiamo dare il segnale senza ambiguità che per loro in Austria non c'è protezione», ha sottolineato il ministro dell'Interno Johanna Mikl-Leitner (Oevp, conservatori). L'appartenere a un Paese classificato come «Paese di origine sicuro» limita infatti drasticamente i casi nei quali i cittadini di un tale Stato possono vedere la loro richiesta di asilo accolta. Fra gennaio e novembre 2015 sono meno di duemila gli algerini e i marocchini che hanno presentato domanda di asilo in Austria, numero di gran lunga inferiore ai 55 mila siriani e iracheni candidati allo status di rifugiati nel Paese. L'Austria ha registrato in totale 90 mila domande di asilo nel 2015, diventando uno dei principali Paesi di accoglienza dell'ondata migratoria senza precedenza che ha colpito l'Europa. Successivamente il governo di coalizione ha abbandonato la sua generosa politica di accoglienza e fissato una quota di 37.500 richiedenti asilo per il 2016.

(da fonte Askanews)