23 settembre 2020
Aggiornato 05:30
Ecco i nomi

Comunali Roma, primarie centrosinistra: i sei candidati

Il tetto di spesa è di 30mila euro l'impegno dei candidati alla rendicontazione puntuale. Le elezioni per le primarie del centrosinistra si terranno il 6 marzo si vota

ROMA - A Roma è partita la corsa dei sei candidati alle primarie del centro-sinistra per le elezioni a sindaco, primarie in programma il prossimo 6 marzo. «Sarà una campagna elettorale per le primarie sobria, con un tetto di spesa di 30.000 euro e l'impegno dei candidati alla rendicontazione puntuale. La campagna elettorale durerà fino al 6 marzo», ha spiegato il segretario del Pd Lazio, Fabio Melilli, aprendo oggi la presentazione dei dei candidati all'enoteca regionale «Palatium».

Sei i nomi in campo
Ci sono i big del Partito democratico Roberto Giachetti e Roberto Morassut (vice presidente della Camera, gioventù nei radicali, vicino a Renzi il primo; ex assessore veltroniano all'Urbanistica, cresciuto nel Pci, più legato alla sinistra del Pd il secondo); il senatore del Pd ed ex, tra l'altro, di CCD-UDEUR-Italia dei Valori Stefano Pedica; il generale e sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi, deputato di Centro Democratico (eletto con Scelta Civica di Monti); il portavoce romano dei Verdi, già leader del «popolo viola», organizzatore del «No Berlusconi Day» del 2009, animatore di girotondi e sit-in al Parlamento, Gianfranco Mascia; la ragazza autistica Chiara Ferraro, 24 anni, che già nel 2013 si candidò con Marino alle comunali e che alle primarie è stata ammessa, con l'ok di tutti i candidati, pur avendo raccolto 1.013 firme sulle 2.500 necessarie.

Giachetti: onore, rigore e onestà
Giachetti non si è sbottonato sul suo programma («to girando molto la città, per me è un patrimonio di conoscenza straordinaria: ho promesso in questi giri che sto facendo che qualunque mia parola riguardo a programmi e idee per il futuro sarà direttamente condizionata dalle cose che sto ascoltando»), ma ha lanciato alcune priorità: «In questa campagna elettorale e nell'azione del prossimo sindaco devono trionfare parole come onore, rigore, determinazione e onestà. Poi ci vuole competenza e una grandissima umiltà. Siamo di fronte a una città che è in grandissima difficoltà e non possiamo immaginare di confenzionare soluzioni perchè magari ci portano nell'immediato qualche voto. Abbiamo di fronte una realtà molto difficile, ma anche - ha spiegato - una cittadinanza che ha voglia di riprendersi e il modo migliore per consentire che questo accada è ricreare un rapporto di fiducia che parta dalla realtà. Dobbiamo dire la verità su tante cose che ci troviamo di fronte e su alcune cose che nell'immediato non potremo fare anche se farebbe molto piacere farlo. Spero che anche il centro-destra faccia le primarie: è una scelta che dovrebbe espandersi il più possibile. I sondaggi negativi? Io i sondaggi non li guardo».

Morassut: statuto speciale e rivedere i 500milioni dallo Stato
Dare a Roma uno statuto speciale, rivedere la norma sui 500 mln di euro l'anno girati dallo Stato al Comune di Roma per ripianare i debiti, ristrutturare il bilancio del Campidoglio puntando sugli investimenti sono invece le priorità di Morassut. «Leggo che mi sono candidato perchè spinto da qualcuno: evitiamo di trovare chiavi interpretative che non aiutano», ha chiarito. Secondo Morassut la prima priorità «è dare a Roma uno statuto e una condizione diversa, uno statuto speciale, che sia una regione nuova o una città metropolitana con poteri speciali, ma questo discorso va avviato». Inoltre per l'ex assessore c'è «il tema delle risorse» e «il tema di un rinnovato patto con lo Stato» sui 500 milioni di euro che lo Stato dà all'anno al Campidoglio per pagare i debiti, una «norma che va rivista: sono tasse dei romani, con un'aliquota Irpef alle stelle». Infine il capitolo bilancio del Comune, che secondo Morassut «è sperequato: una spesa corrente enorme, dispersiva, e una voce per conto capitale e investimenti che si è ridotta di tre volte dal 2008. Questa condizione va invertita».

Pedica: ascoltiamo la gente
Stefano Pedica a Roma vuole «poche parole e tanti fatti» e ha lanciato «un 'patto del Campidoglio', di responsabilità: non funziona se mettiamo di nuovo un sindaco che parla solo con il proprio partito, ma bisogna aprire a tutte le forze politiche per cambiare veramente, anche al Movimento 5 Stelle ai quali ho offerto i temi dell'ambiente e della legalità». Per il senatore Pd «Roma ha bisogno di parlare e criticare quello che non funziona nel Comune. Negli anni si è creata una barriera tra la politica e la periferia ed è quello che dobbiamo abbattere». Secondo Pedica «il 'modello Roma' è da riprendere, cioè far funzionare la periferia collegata con il Campidoglio per risolvere quel problema del quartiere, non vedere più quella buca o quello spacciatore», ma «oltre il 'modello Roma' utilizzerei anche il 'modello Zingaretti', che non sta facendo spot ma piccole cose che danno grandi risultati», ha concluso guardando il presidente della Regione Lazio seduto tra gli ospiti.

Rossi: priorità trasparenza, legalità e sicurezza
Il generale Domenico Rossi intende portare nella Capitale «trasparenza, legalità e sicurezza. A questi temi si aggiungono il verde, le periferie, il commercio e tutto quello che può ridare alla città il rispetto che merita. Mi è stato chiesto perché mi candido: desidero servire la mia città come ho servito il mio Stato. Queste non son le primarie del Pd, ma - ha ricordato - sono le primarie del centrosinistra, alle quali io partecipo in rappresentanza di una fetta del popolo romano che non si sente parte e del Pd ma crede in questa sfida per il comune di Roma. Con me ci sono dei candidati molto più noti, ma la storia ci ha già i insegnato che Davide può vincere contro Golia e mi piace pensare di poter essere quel Davide».

Mascia: Con me si cambia clima
«Sarò un candidato fuori controllo, contro gli apparati e i cementificatori: come me sindaco Roma cambia clima». Da Gianfranco Mascia arriva una «candidatura ecologica: i miei obiettivi - ha chiarito - sono basta con cemento su cemento e stop al consumo del territorio: dobbiamo riconvertire le case ecologicamente e sviluppare progetti per le cooperative di giovani che voglio fare agricoltura biologica. Inoltre se sarò sindaco arriveremo al 60% di raccolta differeziata di rifiuti porta a porta e sul trasporto pubblico pensiamo a progetti di mobilità sostenibile. Infine le scuole dell'infanzia: diciamo no alle privatizzazioni, la scuola deve essere pubblica e per tutti».

Padre di Chiara Ferraro: Chiara candidata è già una vittoria
Per Chiara Ferraro, la giovane autistica, parla il papà Maurizio: «Quella di Chiara è una bella storia, tutti i ragazzi autistici sono commossi: candidandosi alle primarie Chiara ha già raggiunto il suo obiettivo. Chiediamo cose semplici: un welfare che sia bene comune e una svolta sull'organizzazione dei servizi. Possiamo essere qui perchè la Costituzione ce lo permette e non è un fatto secondario. Per noi il welfare è un bene comune e la sua candidatura nasce per dare una svolta. Mi hanno chiesto perché con il Pd: rispondo che con le primarie si afferma un principio democrazia e a prescindere dal risultato che otterremo è già un passo importante».

Zingaretti: una bella festa
Per il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, con queste primarie «inizia una bella festa, perchè quando partecipano i cittadini è sempre una bella festa. Ai candidati dico: non lasciatemi solo come quando ero in Provincia...».