M5s: «L'Europa di Renzi? Una favoletta»
I deputati del Movimento 5 stelle rispondono alla lettera pubblicata sui giornali dal presidente del Consiglio: «L'uscita dall'euro è l'unico modo per riappropriarci della nostra sovranità monetaria»
ROMA – «Il sogno europeo di Renzi parte da Ventotene, da lui ricordato come luogo di prigionia dei padri della Resistenza, ma naufraga a Ponza, isola del primo esilio di Mussolini e simbolo più adatto alle politiche personalistiche di un premier non eletto, che punta il dito contro l'austerity dell'Unione europea perché sa che la sua legge di Stabilità rischia la bocciatura da parte dell'Ue, in quanto sfora i limiti del deficit, e a marzo sarà costretto a fare una manovra correttiva lacrime e sangue per i cittadini». Così i deputati del M5S della commissione Politiche Ue commentano la lettera di Renzi al quotidiano La Repubblica.
Da Renzi solo favolette
«Ventotene come luogo di formazione per fare dei nostri giovani gli 'europei del futuro' è uno spot che offende i tanti ragazzi sfruttati in Italia e costretti, mai come durante la sua legislatura, a emigrare all'estero in cerca di condizioni formative e lavorative più dignitose – aggiungono i Cinquestelle – Questa è la chimera offerta da Renzi alle nuove generazioni per distogliere l'attenzione dal fatto che sta smantellando scuola pubblica, università e mondo della ricerca. Lo dimostra proprio la sua Stabilità che, invece di promuovere interventi strutturali, offre ai giovani pochi spiccioli a fini elettorali come il bonus di 500 euro per i neo diciottenni, ovvero i neoelettori. Lo sanno bene le famiglie dei disabili che, proprio per colpa del Governo Renzi,da quest'anno dovranno conteggiare nel proprio Isee anche l'assegno di sostegno – osservano – È questa la cosiddetta 'attenzione al sociale' che Renzi dice di voler portare a Bruxelles nella sua 'lettera-favoletta'?».
Uscire dall'euro
«L'evanescenza dell'idea di Europa di Renzi è testimoniata dal ruolo poco chiaro che dovrebbe avere il fantomatico ministro del Tesoro europeo – concludono – Tanti sono ancora gli interrogativi aperti: chi lo legittima? A chi risponde del suo operato? Come sapremo che si dedicherà a migliorare le condizioni di vita dei cittadini europei e non invece a rispondere alla legge spietata dei 'conti pubblici'? Fino a che non abbiamo risposte chiare e convincenti, fino a che le regole sono quelle dell'austerità definite da Berlino, non ci sono alternative che l'uscita dall'euro per riappropriarci della nostra sovranità monetaria».
(Fonte: Askanews)