24 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Le mani del governo sulla tv

Fico svela il nuovo «editto bulgaro» renziano

Il presidente della Vigilanza Rai furioso per l'intervista di Anzaldi, membro della commissione in quota Pd, in cui attacca giornalisti e vertici dell'azienda: «Non deve avere nessuna ricaduta, i giornalisti restino autonomi»

ROMA«Ognuno può esprimere le proprie opinioni e tali devono rimane, il problema è che nel nostro Paese troppo spesso sono arrivati editti bulgari». Così il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Roberto Fico, ospite di 24 Mattino su Radio 24 commenta le dichiarazioni rilasciate dal deputato dem Anzaldi sulla Rai. «L'intervista di Anzaldi non deve avere nessuna ricaduta sull'azienda e nessuna influenza sui giornalisti che devono avere la loro autonomia – dice l'esponente M5S – Se qualcuno vuole arrivare oltre, va assolutamente fermato». Fico poi ha chiarito la questione del canone Rai: «Gli arretrati per chi non ha pagato in passato non verranno richiesti in alcun modo».

Le picconate del Pd a giornalisti e vertici
L'intervista a cui fa riferimento il presidente Fico è quella di un altro membro della Vigilanza Rai, il deputato del Pd Michele Anzaldi, rilasciata al Corriere della Sera. In cui non ha risparmiato le stoccate alla televisione pubblica, dai suoi volti più noti fino ai suoi vertici: «Purtroppo, dopo sei mesi, dobbiamo ammetterlo: su Antonio Campo Dall'Orto e Monica Maggioni ci siamo sbagliati», sono «muti nel loro silenzio, altezzoso e arrogante». Dunque, «da quando ci sono loro, la Rai è peggiorata tantissimo. Sia sul piano della comunicazione, sia su quello della trasparenza. Ogni giorno l'azienda è sotto accusa per qualcosa: e loro che fanno? Non spiegano, non commentano – aggiunge – La verità è che quei due si sono rivelati peggiori dei loro predecessori», per giunta «ce li abbiamo messi noi della Vigilanza, con una serie di votazioni a catena complicatissime, con uno straordinario lavoro di mediazione politica». Il Capodanno anticipato? «Giancarlo Leone, il direttore di Raiuno, è ancora lì, al suo posto». L'intervista della Leosini a Varani: «È servizio pubblico? No. Infatti è insorto tutto il Parlamento. Ma loro due, Dall'Orto e Maggioni, si sono giustificati, hanno chiesto scusa? Zero». Ma il bersaglio preferito di Anzaldi resta però il conduttore di Ballarò Massimo Giannini, finito nel mirino del deputato dem da quando ha osato criticare in diretta i rapporti tra la famiglia Boschi e lo scandalo di Banca Etruria: «Né io né il Pd vogliamo licenziare Giannini: anche perché, regolamenti alla mano, proprio non possiamo. Detto questo, il problema non si pone più», perché «è già stato virtualmente licenziato dagli italiani. Fa ascolti imbarazzanti».

(da fonte Askanews)