28 maggio 2020
Aggiornato 21:00
Firma del protocollo tra l'università e la regione

Sanità Lazio, Zingaretti: L'accordo con La Sapienza è un fatto storico

La Regione Lazio è dunque per la prima volta in grado di definire la dotazione organica dell'intero sistema sanitario regionale

ROMA - «Dopo 14 anni si è finalmente sottoscritto il protocollo sul Policlinico e Sant'Andrea e le strutture di Latina con l'università la Sapienza. E' un fatto storico ed era una vergogna che da anni c'erano rapporti seri ma non programmati da un protocollo». Cosi il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, in merito alla firma del protocollo tra la regione e La Sapienza. «Non c'era riuscito nessuno ora invece garantire un rapporto di stabilità con la Sapienza sulla gestione di questi tre pilastri della sanità è un contributo straordinario all'innovazione che stiamo portando avanti, che deve avere come punto centrale la salvaguardia del personale e la migliore cura per i cittadini. Spesso tanti problemi sono figli proprio dell'assenza di governance e in questo caso dopo 14 anni aver raggiunto questo traguardo è un altro elemento di speranza che vogliamo portare in questo sistema sanitario che sta cambiando», ha concluso Zingaretti.

L'uniformità con la gestione regionale
Conclusa la fase dei protocolli con le Università sono a disposizione tutti gli atti aziendali di tutte le aziende del Lazio. La Regione Lazio è dunque per la prima volta in grado di definire la dotazione organica dell'intero sistema sanitario regionale. Un fatto fondamentale per la sanità del Lazio, soprattutto perché si sta entrando in una nuova fase di assunzioni (+1.200 operatori nei prossimi tre anni). Per quanto riguarda la programmazione economico-finanziari agli atti aziendali, stabiliranno i ruoli tra la Regione Lazio e l'Università Sapienza che insieme concorrono al sostegno economico-finanziario delle attività svolte dalle singole aziende. La gestione economico-finanziaria e patrimoniale dell'Azienda ospedaliero-universitaria si uniforma così alle modalità regionali in quanto a monitoraggio della spesa, rispetto di decreti commissariali, determine dirigenziali e circolari. Una Commissione ad hoc entro sei mesi dall'entrata in vigore del protocollo dovrà elaborare una proposta risolutiva sulla ripartizione delle spese per servizi sanitari e personale, tra la Regione e l'Università, da sottoporre ai Ministeri competenti, mentre per quel che riguarda la ripartizione delle spese di funzionamento (elettricità, utenze) la proposta della commissione dovrà essere elaborata entro quattro mesi.

La priorità della spesa
Mantenere la spesa sotto controllo sarà una delle priorità. In caso di risultati negativi nella gestione della singola azienda ospedaliero-universitaria, rispetto al budget previsto con la Regione, quest'ultima e l'Università concorderanno un apposito piano triennale di rientro con verifica annuale. Ove poi l'Università dovesse risultare inadempiente rispetto alle azioni di sua competenza - come spiegato oggi - la stessa è tenuta a ripianare la quota di disavanzo per la parte direttamente imputabile ai risultati negativi dell'attività delle strutture a direzione universitaria, certificati con contabilità analitica negli atti di bilancio. Per quanto riguarda la gestione del personale l'orario di lavoro di professori e ricercatori è pari a quello degli altri sanitari e dirigenti del sistema sanitario regionale: 38 ore settimanali e di queste, 28 dovranno essere destinate all'assistenza.

(con fonte Askanews)

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