19 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Parla il leader de La Destra

Storace: Mi candido per Roma

Al Salesianum il leader de La Destra presenta la «Proposta per Roma» e chiede al centrodestra «cosa ha in testa». Un programma ricco di buoni propositi, primo fra tutti quello di tagliare i ponti con le amministrazioni precedenti

ROMA - Francesco Storace, leader de La Destra, domenica dalla convention  al Salesianum Roma lancia la sua candidatura a sindaco di Roma, lanciando al centrodestra la proposta delle primarie. «Un dovere candidarmi», dice l'attuale vicepresidente del consiglio regionale del Lazio assicurando che farà «solo il sindaco e niente altro».

La Proposta per Roma
E sulla home page de «Il Giornale d'Italia» di cui è direttore, Storace sintetizza i punti «salienti» della sua «Proposta per Roma» che ha accompagnato la sua candidatura. Per Storace innanzitutto è «un dovere candidarsi sindaco» della capitale: «Quando, nonostante il blocco del traffico, arriva nella lontana periferia di Roma, un mare di gente; quando dai sondaggi emerge il dato che il popolo del centrodestra vuole una candidatura politica per arrivare al ballottaggio e vincere le elezioni; quando appare evidente l'inconsistenza della capacità di governo dei grillini, con un modello che lo stesso Marino ha tentato di impersonificare; quando le mani sono rimaste pulite e tanti cittadini ti incoraggiano; è un dovere dare il proprio sì alla battaglia e candidarsi a sindaco di Roma».

Cosa ha in testa il centrodestra?
Il leader de La Destra propone inoltre le primarie: «Lo propongo anzitutto al centrodestra e poi alla città intera. Chiedo di poter svolgere elezioni primarie e da oggi partiremo con la raccolta di firme per smuovere l'unica coalizione che può battere una sinistra che deve pagare le sue scelte sballate». Spariglia le carte per scuotere anche dal tentennamento Giorgia Meloni: «Al centrodestra dico che non ho l'ossessione per fare il sindaco. Ma se Giorgia Meloni - a cui rivolgo l'augurio più forte e gioioso - non compete, voglio capire che cosa si ha in testa. Noi vogliamo portare il centrodestra a vincere per servire la città e sono pronto a farlo anche solo in lista per portare una ventata etica all'interno del consiglio comunale. Ma voglio sapere se la coalizione vuole la destra pulita al suo fianco o no». Ma «io non voglio scassare nulla, neppure in un centrodestra che non ci ritiene meritevoli di dialogo. Vogliamo solo avere un motivo per votare».

A Roma a riparare la città
Il candidato sindaco assicura che farà solo il sindaco perché «non se ne può più di sindaci che pensano alla politica nazionale. Se sarò sindaco, la mia vita politica si chiuderà col Campidoglio». E anche la sua giunta dovrà essere esclusiva: «Il prossimo sindaco non avrà bisogno di parlamentari in giunta. Chi vorrà proporsi come assessore per aiutare Roma lascerà l'incarico nazionale». Storace assicura che in caso di suo successo «né Buzzi né quelli come lui che finanziano la politica avranno da festeggiarne l'elezione» e «il prossimo sindaco adotterà una norma tagliamani che recida il legame fra gli appalti, la politica e i finanziatori: chi mette i soldi per le campagne elettorali non potrà poi aggiudicarsi lavori pubblici. Così come darà massima trasparenza alla scelta dei membri delle commissioni di gara sugli appalti e nominerà amministratori unici in ogni azienda o ente di competenza». E, ritornando anche sul caso Marino, assicura anche che «il prossimo sindaco non avrà bisogno della carta di credito e non girerà per ristoranti ma in periferia, nelle case popolari, in mezzo alla gente. Non andrà in giro per il mondo, ma starà a Roma, a 'contare' e riparare le buche della città».

Il Comune e i cittadini
E, riguardo al programma per Roma,il candidato Storace da sindaco «si occuperà di ripulirla dall'abusivismo che la infesta, commerciale, edilizio, di qualunque tipo. Rilancerà l'offerta culturale con la creazione della Borsa della Moda», inoltre «il prossimo sindaco farà pace con vigili e dipendenti comunali per riconciliare il Comune con i cittadini» e «assumerà direttamente la delega alla sicurezza: Roma non dovrà più essere terra di conquista per i reati da commettere dalla delinquenza nostrana e da quella di mezzo mondo che invade la città».

Il confronto con i cittadini
Il prossimo sindaco «sarà il difensore di quanti si sentono discriminati, garantirà diritti alle persone di qualunque condizione, ma pretenderà che non si sovverta la nostra cultura». In ogni caso Storace apre alla società: «Nelle prossime settimane, siamo pronti ad iniziare un confronto con i cittadini, i comitati di quartiere, le associazioni di categoria, i sindacati per scrivere insieme il programma. Un programma che deve esser fatto di cose concrete». E per chiudere con il passato annuncia una stagione di «pacificazione politica»: «Il prossimo sindaco lancerà iniziative di pacificazione politica alla città e dovrà avere l'etica come riferimento personale; in discontinuità con le precedenti amministrazioni dovrà garantire che non si parli più del passato ma del futuro».

(con fonte Askanews)