20 ottobre 2019
Aggiornato 04:30

Bondi: «Fu Berlusconi a dare il via libera a Monti»

A dirlo è ex coordinatore di Forza Italia e fedelissimo di Silvio Berlusconi, oggi confluito nel gruppo fondato da Denis Verdini: «Ci lasciava giocare fino a quando non toccavamo suoi interessi. L'unico ad aver avuto la forza e il coraggio di un gesto di indipendenza è stato Angelino Alfano».

ROMA - «Berlusconi potrebbe essere paragonato al Conte Ugolino che nella Divina Commedia divora il cranio dei suoi figli. E questo riferimento culturale è in fondo lusinghiero, perché lo sguardo di Ugolino verso i figli è di disperazione, mentre quello di Berlusconi è quasi intinto di sadismo. In realtà sono giunto alla conclusione che non vi è alcuna grandezza tragica in lui». A dirlo è Sandro Bondi, ex coordinatore di Forza Italia e fedelissimo di Silvio Berlusconi, oggi confluito in Ala, il gruppo fondato da Denis Verdini.

Mi sento vecchio e superato
«Berlusconi - dice Bondi in una intervista a 'La Repubblica' - è stato brillante all'opposizione ma deludente se non fallimentare nell'arte di governare e nel portare a compimento quegli accordi politici che avrebbero cambiato in meglio il nostro Paese. Non ha saputo esercitare, quando sarebbe stata opportuna, la sua tendenza al compromesso».
Il senatore Bondi, al termine della legislatura, lascerà la politica: «Sono un reduce di tante battaglie e di tante passioni. Mi sento vecchio e superato, oggi che in Italia e in Europa è in atto un grande rinnovamento generazionale di cui Renzi è una delle espressioni».

La nostra autonomia politica era pari a zero
Del suo impegno in Forza Italia, Bondi dice che Berlusconi «ci lasciava giocare con la politica e con le idee, fino a che non toccavamo la sostanza dei suoi interessi e del suo potere. Ricordo che, quando ero ministro, osai parlare di un canale televisivo pubblico dedicato alla cultura senza pubblicità. Subito, il pur mite Fedele Confalonieri mi redarguì bruscamente». Dunque, secondo il senatore, le aziende, per l'ex cavaliere, venivano «sempre» prima di tutto: «Al culmine della crisi del suo ultimo governo, Berlusconi, nonostante ciò che disse in seguito, diede il via libera a Monti durante una riunione a Palazzo Grazioli nel corso della quale ci fece preliminarmente ascoltare in viva voce ciò che ne pensavano Ennio Doris di Mediolanum e l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel. In questo modo eravamo messi sull'avviso della sua decisione». Dunque, è la conclusione, «la nostra autonomia politica era pari a zero. L'unico ad aver avuto la forza e il coraggio di un gesto di indipendenza è stato Angelino Alfano».