7 luglio 2020
Aggiornato 10:00
Giornata «Italia Possibile»

Civati: «Renzi ormai fragile, Possibile ripenserà sinistra»

«Serve schema nuovo, ma destra e sinistra continuano ad esistere. La Pen è di destra, Trump è di destra, il ministro Poletti che vuole introdurre il lavoro a cottimo? E' di destra». Vendola: «centrosinistra si ricostruisce battendo Renzi e renzismo».

ROMA - «Commenta i giornali, dileggia la maggioranza del Paese che non è con lui, insulta chi non è d'accordo. Il governo non è la famiglia reale, la lesa maestà non esiste». Pippo Civati, chiudendo la giornata «Italia Possibile» a Verona presso la Fonderia aperta, descrive così Matteo Renzi, un premier ormai «fragile».
E il problema, per l'ex Pd, non è certo il doppio ruolo di Renzi, premier e segretario Dem: «Non capisco perché ci si è concentrati sul ruolo segretario/premier, davvero il punto è che se Renzi non fosse più segretario andrebbe tutto bene?». Il punto è un altro, ad esempio le parole di Nardella: «Dice che destra e sinistra non esistono più. La Pen è di destra, Trump è di destra, il ministro Poletti che vuole introdurre il lavoro a cottimo? E' di destra. Una classe politica in cui decidono i pochi per i molti è 'la' destra».

Possibile sarà presente alle amministrative
Da qui il progetto di Possibile: «Il nostro lavoro sarà organizzare i molti. Possibile sarà presente alle amministrative, Lavorando sui territori, non sempre esprimendo un candidato proprio, ma chiedendo ai cittadini di incontrarsi e decidere. Recuperando quella consapevolezza persa negli ultimi vent'anni». Perchè «l'ultima novità è l'Ulivo», e sono passati appunto venti anni: «E nel mentre non è nato nulla», visto che «neanche il partito della Nazione è in grado oggi di governare», in una politica che ricorda le vicende delle quattro banche: «Ti vendono titoli che non sono veri» mentre «le promesse ormai diventano vecchie, sono sempre le stesse».
Possibile invece «userà lo schema di oggi, senza slogan ma con ragionamenti, raccogliendo professionalità ed esperienze da cui imparare. Ripensando a cosa significhi essere di sinistra». Un progetto che funzionerà «se organizza un campo molto più grande di se stesso» ritrovando «la cultura di un progetto collettivo».

Vendola: centrosinistra si ricostruisce battendo Renzi e renzismo
Il centrosinistra è morto. Per ricostruirlo l'unica strada è battere Renzi e il renzismo. Ne è convinto il leader di Sel Nichi Vendola che oggi a Napoli interviene a un appuntamento degli esponenti di Sinistra italiana in contrapposizione alla Leopolda renziana e anche all'iniziativa della sinistra dem di Bersani, Cuperlo e Speranza.
«A Firenze ci vogliono strumenti ottici per trovare la sinistra - dice Vendola ai cronisti - ci vuole la lente d'ingrandimento, il telescopio. Qualcosa di mai costruito per trovare un minimo di sinistra». A Firenze, insiste Vendola «non c'è la sinistra. Renzi lo ha scritto e lo sta facendo, sta andando avanti nel costruire il partito della nazione, lo sta facendo con Alfano, con Verdini...». Perché «la politica è malata quando non c'è contesa di valori e programmi. E da palazzo Chigi, Renzi ha cavalcato il programma berlusconiano».
Cosa dice all sinistra del Pd? La risposta di Vendola è secca: «Può continuare a fingere di non essere nel partito di Renzi ma sta proprio lì. Il centrosinistra è morto, lo ha ucciso Renzi che governa con pezzi della destra. Il centrosinistra non si può ricostruire senza battere Renzi e il renzismo».