20 aprile 2021
Aggiornato 17:30
Leopolda 2015

Renzi: «Se si votasse oggi vinceremo al primo turno»

«Andiamoci a prendere il futuro». Con questo invito, lanciato dal palco, il Presidente del Consiglio chiude la sesta edizione della Leopolda: «Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d'Europa e l'abbiamo fatto da qui».

FIRENZE - Lo dice senza pudore nè scaramanzia ed è uno dei punti più ricchi di pathos di un'ora e dieci di discorso: «Se si votasse oggi sono sicuro che vinceremmo al primo turno, con percentuali superiori a quelle europee». Tripudio di applausi alla sesta edizione della Leopolda per Matteo Renzi che - giacca, camicia e cravatta rossa che si toglie a metà intervento - rivendica al contempo i risultati di governo - dall'abbassamento delle tasse al Job act, dalla politica estera alla scuola - e quelli del Pd. Il 'suo' Pd. Quello che «vince» «anche senza mettere qui le bandiere». Perchè la Leopolda è anche questo, uno spazio «libero» in cui «fare politica senza tessere».

Renzi: Noi restiamo nel PD
Il messaggio ai malpancisti passati e futuri del partito, alla minoranza interna - riunita negli stessi giorni della Leopolda a Roma e critica verso il doppio ruolo di Renzi - è chiaro. «Quelli che ci dicevano di mettere le bandiere se ne sono andati dal Pd», attacca il premier-segretario. «Noi restiamo nel Pd, e la bandiera ce l'abbiamo tatuata nel cuore». Pochi minuti prima la vice segretaria Debora Serracchiani aveva risposto per le rime a chi - Pierluigi Bersani in testa - aveva definito l'iniziativa renziana una cosa che «non c'entra nulla con il partito»: «La Leopolda non è un pezzo del Pd, è un valore aggiunto per il Pd e per tutto il Paese». Ad ogni modo nel Partito democratico nessuno, avverte la Serracchiani, si deve sentire «abusivo» ma al tempo stesso nessuno ha «il monopolio della sinistra». Anzi, «chi a sinistra del Pd pensa ci sia spazio fuori dal Pd» lascia spazio ai «populismi».

Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d'Europa
Renzi sul palco è orgoglioso della rivoluzione partita, sei anni fa, con la Leopolda: «Abbiamo rovesciato il sistema politico più gerontocratico d'Europa e l'abbiamo fatto da qui», racconta. Non solo: «Abbiamo portato il Pd ad essere non solo il partito più votato in Italia ma il partito più votato in Europa, e non ci avrebbe scommesso nessuno, neanche io». Da qui l'affondo sulle elezioni: i sondaggi «oggi vanno meglio di quelli che avevamo alle europee» ma, attenzione, «un vero leader non guarda i sondaggi. Li cambia, avendo il coraggio di dire quello che deve dire».

Siamo il partito della ragione
Ce n'è anche per chi tuona contro la prospettiva del partito della Nazione. Che è, invece, precisa Renzi il partito della ragione. «C'e tanta gente che guarda al Pd: parlano del partito della nazione - dice il premier - ma semplicemente perchè c'è, tra tanti cittadini, un partito della ragione, perchè ci vedono alternativi al nichilismo e al disfattismo».
Comunque, conclude, «perdo volentieri un punto» nei sondaggi «perché dico che andiamo a recuperare i cadaveri» dei migranti morti nel Mediterraneo, «perdo un punto ma non perdo la faccia». Avanti, dunque, con «mille Leopolde» in vista del referendum sulle riforme del prossimo autunno, avanti con «fiducia» e con qualche americano «wow» in più e qualche italico «mah» in meno.

(con fonte Askanews)