22 ottobre 2019
Aggiornato 01:00

Nei bilanci delle Regioni la «bomba» dei derivati

La denuncia della Deputata del MoVimento 5 Stelle, Carla Ruocco: «Stanno riacquistando prestiti obbligazionari a prezzi stellari. Pensate che, solo per la regione Puglia la perdita secca per i contribuenti può arrivare fino a 200 milioni!»

ROMA - C'è una «bomba a orologeria dei derivati nelle Regioni»: lo denuncia il blog Beppegrillo.it, ospitando un intervento di Carla Ruocco, deputata e componente del direttorio del Movimento 5 stelle. «Sapete - scrive - cosa stanno facendo Lazio, Campania, Liguria, Lombardia, Marche e Puglia, nel silenzio della stampa? Per allungare i loro debiti nel tempo, spostandoli pericolosamente in avanti, stanno procedendo al riacquisto dei loro stessi prestiti obbligazionari emessi tempo fa. Si tratta degli stessi debiti che hanno dato vita alla vicenda dei contratti derivati che tanti problemi ha causato alle finanze pubbliche, soprattutto alle casse del Tesoro e che è stata oggetto di continue interrogazioni e recenti interpellanze urgenti del Movimento».

«Dalle segnalazioni che ci sono arrivate, pare - afferma l'esponente stellata - che le obbligazioni oggetto di riacquisto, che solo il giorno prima venivano offerte a un prezzo assai contenuto che rifletteva gli alti rischi e la modesta qualità, ora sono richieste dalle stesse regioni a prezzi stellari, persino superiori a quelli di titoli di stato. Che significa? Che le regioni pagheranno molto di più del prezzo 'equo' e comunque un costo eccessivo per garantire il riacquisto totale. Tanto la differenza in eccesso la paga il contribuente! Pensate che, solo per la regione Puglia, per fare un esempio, la perdita secca per i contribuenti può arrivare fino a 200 milioni!».

«Con che soldi - si chiede Carla Ruocco - le regioni ricompreranno i bond? Ma ovviamente facendo nuovi debiti (a tassi ancora non noti) e di certo il rimborso si allungherà: la norma parla di 30 anni su un debito che era già stato procrastinato di lustri! A chi lasciamo questi debiti originari? Forse ai nipoti di coloro che se li sono assunti? Ma andiamo avanti. Poiché il prolungamento a 30 anni consentirà esborsi finanziari sensibilmente più ridotti rispetto a quelli delle vecchie obbligazioni, permetterà a queste Regioni di disporre di nuove risorse che prima erano destinate al rimborso del debito. Insomma sì, nuova 'cassa' ma a fronte di maggiori costi economici!».

«E non finisce qui. Cosa faranno - scrive ancora Ruocco - le regioni di quei soldi 'risparmiati'? Saranno opportunamente accantonati a copertura dei futuri impegni o spesi per le necessità 'correnti', magari per chiudere qualche buco qua e là? Ma insomma qualcuno verificherà che queste operazioni garantiscano una reale convenienza economica per il contribuente e non solo una costosa disponibilità di cassa? Non è che ci si ritroverà nelle aule dei tribunali tra qualche anno come successo e come sta ancora succedendo sui derivati degli enti locali?».

«Non ci arrenderemo di fronte a questi silenzi assordanti del Governo. Andremo avanti. Con tutti gli strumenti democratici a disposizioni. Finchè non arriverà il giorno, assai vicino ormai, in cui i cittadini, con un tratto di penna, decideranno di votarli via!», conclude la parlamentare M5S.