24 giugno 2021
Aggiornato 14:00
Il ministro dell'Interno sulla sicurezza

Alfano: «Aggrediremo tutti i luoghi di radicalismo islamico»

Il ministro dell'Interno torna ad affermare che la libertà di professare il proprio culto in Italia resta garantita, ma è importante distinguere chi prega «da chi spara e compie attività terroristiche»

ROMA - L'Italia «non ha mai provocato nessuno» ma ha sempre rispettato il dettato costituzionale della libertà di culto e di preghiera per questo «i musulmani italiani devono sapere che riconosciamo questa sacrosanta libertà» ma che sa distinguere da chi spara e compie attività terroristiche. Per questo «i luoghi di radicalismo saranno assolutamente aggrediti». Lo ha detto stamane il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa al termine del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal premier Matteo Renzi, e riunito in via straordinaria a Roma dopo i tragici fatti di Parigi. Alfano ha, in questo senso, ricordato gli imam arrestati ed espulsi perché inneggiavano alla violenza ed ha annunciato che anche nelle carceri del paese è già scattato un piano per rafforzare il monitoraggio per evitare possibili attività di proselitismo anche nei penitenziari del paese.

55 estremisti arrestati nel 2015
Da inizio 2015 il lavoro di prevenzione contro il rischio terrorismo in Italia ha portato a 55 estremisti islamici espulsi dal nostro paese, mentre vi sono state 540 perquisizioni su soggetti legati ad organizzazioni riconducibili al terrorismo, 56.426 individui controllati, 147 arresti e 325 indagati. Il bilancio è stato tracciato stamane dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, al termine dei lavori del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica tenuti al Viminale. Numeri, questi, ha concluso il responsabile del Viminale, che dimostrano l'impegno delle forze di sicurezza italiane per "ridurre il coefficiente di rischio terroristico nel nostro paese che non può però, certo, eliminare completamente i rischi".

Accresciuta minaccia anche in Italia
«Nessun paese oggi è a rischio zero» rispetto al rischio terroristico e anche nel nostro paese è, quindi, «accresciuta la minaccia pur se non si è sorretti da evidenze significative in corso», afferma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. Spiegando come in Italia, dopo i tragici eventi di Parigi, si è passati al secondo livello di allerta che consente un «assetto operativo dei reparti speciali con la possibilità del loro intervento ed impiego immediato con il coinvolgimento e l'utilizzo immediato anche di reparti speciali delle Forze armate», Alfano ha precisato che si è già proceduto ad estendere in modo capillare i controlli sul territorio nazionale, mentre una circolare del ministero dell'Interno è già stata inviata a tutti i prefetti d'Italia per conoscere le specificità dei diversi territori e cosa, in particolare, è mutato dopo i fatti di Parigi. Alfano ha, infine, spiegato come si è dato disposizione anche di riunire immediatamente i diversi comitati territoriali per l'ordine e la sicurezza allo scopo, appunto, di studiare la situazione dal punto di vista della sicurezza a livello locale.


(con fonte Askanews)