12 dicembre 2019
Aggiornato 13:00

Voluntary disclosure, M5s fa ostruzionismo. Ma il governo pone la fiducia

Ostruzionismo del Movimento 5 Stelle in aula alla Camera sul decreto voluntary disclosure, già approvato al Senato. Per i pentastellati è l'ennesimo regalo agli evasori. Ma il governo pone la fiducia

ROMA - Ostruzionismo del Movimento 5 Stelle in aula alla Camera sul decreto voluntary disclosure, già approvato al Senato. Sono 91 gli iscritti pentastellati nella discussione sul complesso degli emendamenti - 50 in tutto -. Intanto, il Pd ha chiesto la chiusura anticipata della discussione. Richiesta approvata dall'aula con 264 sì e 68 no. «Ci sono elementi di pretestuosità in molti interventi M5S», ha detto Andrea Martella prendendo la parola in aula. «Il confronto - ha aggiunto - c'è stato in Commissione, sul provvedimento c'è stata la dovuta attenzione da parte del governo e del Pd. Lo dimostra il fatto che gli emendamenti in commissione erano 12 e questa mattina sono diventati 50 con 91 iscritti a parlare. A questo atteggiamento non ci stiamo, gli argomenti sono strumentali, pretestuosi e infondati».

Impedisce l'aumento delle tasse sulla benzina
«Il decreto - ha concluso Martella - completa in maniera efficace la legislazione sulla collaborazione volontaria» in materia di fisco «e permette di raggiungere l'obiettivo decisivo di impedire l'aumento delle tasse sulla benzina a carico di tutti gli italiani nel 2015 e nel 2016 alcuni miliardi serviranno per ridurre le tasse. Quindi proponiamo la chiusura anticipata della discussione sul complesso degli emendamenti e che si possa proseguire per approvare al più presto il provvedimento».

Il governo pone la fiducia
Alla fine, il governo ha posto la questione di fiducia in aula alla Camera sul decreto sulla voluntary disclosure. Lo ha annunciato all'assemblea il ministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi.

La denuncia dei pentastellati
«Il governo insiste sulla politica dei condoni. Il pagamento delle tasse, che dovrebbe essere un dovere dei cittadini, viene usato come merce di scambio per garantire l'impunità ai grandi evasori su reati, ad esempio, quali la dichiarazione fraudolenta», denunciano i deputati M5s in merito alla discussione in aula sulla proroga della voluntary disclosure. «Per capire dove ci sta portando questo esecutivo - chiudono - basta chiedere alla magistratura che si occupa in modo specifico di queste materie».

Ma la scelta dei cinque stelle di fare ostruzionismo in aula non è piaciuta. «L'ostruzionismo che il M5s ha condotto alla Camera sulla legge sulla cooperazione volontaria per il rientro dei capitali, la cosiddetta voluntary disclosure, è francamente incomprensibile e costringe il governo a porre la fiducia sul provvedimento. La norma che stiamo approvando è un modo serio e pragmatico per far affluire e assoggettare al sistema tributario italiano miliardi di euro attualmente depositati all'estero, a volte anche in paradisi fiscali. Contrastare la voluntary disclosure significa non volere né il rientro dei capitali, né la lotta all'evasione e all'elusione internazionale». Lo afferma in una nota Gianfranco Librandi di Scelta Civica.

 «Questo provvedimento contribuisce alla stagione di trasparenza che si è aperta con il governo Renzi. La voluntary disclosure ha portato a stringere i tempi nella sottoscrizione dell'accordo con la Svizzera, Principato di Monaco e il Liechtenstein. Sono crollati i muri del segreto bancario, è finita un'epoca segnata dall'opacità dei rapporti finanziari e fiscali e se ne apre una all'insegna della trasparenza e della chiarezza. Con la voluntary disclosure rientrano i capitali dall'estero senza scudi né condoni fiscali. Il contribuente ricostruisce con l'agenzia delle Entrate i suoi redditi e i suoi patrimoni, calcola il dovuto e paga imposte ed interessi con sanzioni ridotte». Lo dichiara il deputato del Pd, Giovanni Sanga, relatore del provvedimento in aula.

(Con fonte Askanews)