24 ottobre 2020
Aggiornato 18:30
Il 5 novembre inizia il processo

Mafia Capitale, chiesto processo per ex capo gabinetto Regione Lazio

E' stato chiesto il rinvio a giudizio di Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e di Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co. , con l'accusa di turbativa d'asta

ROMA - Turbativa d'asta. Per questa accusa la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di Maurizio Venafro, ex capo di gabinetto del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, e di Mario Monge, dirigente della cooperativa Sol.Co.

I trucchi sugli appalti
E' un capitolo dell'inchiesta su Mafia Capitale e riguarda l'assegnazione, nel 2014, dell'appalto del servizio Recup, il numero unico sulle prenotazioni sanitarie. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall'aggiunto Michele Prestipino e dai sostituti Paolo Ielo, Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini.In base al capo d'accusa Venafro avrebbe concorso a manipolare l'aggiudicazione dell'appalto in un'ottica di spartizione tra cooperative vicine ad ambienti di destra e di sinistra. La gara fu poi sospesa per iniziativa di Zingaretti dopo gli sviluppi su Mafia Capitale.

Processo al via il 5 novembre
Nella vicenda sono coinvolti, e per questo risponderanno nel processo che comincerà il prossimo 5 novembre, Massimo Carminati, Salvatore Buzzi, Luca Gramazio, ex consigliere regionale FI, e Angelo Scozzafava, già componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto. Proprio quest'ultimo comunicava a Buzzi, violando il segreto d'ufficio, le decisioni della commissione aggiudicatrice, le offerte degli altri concorrenti e ogni altra notizia utile al raggiungimento dello scopo, finalizzato ad ottenere per la Sol.Co. l'assegnazione di uno dei lotti in concorso.

(con fonte Askanews)