5 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Sulle riforme, parla il vicesegretario del Pd

Guerini: Continuiamo a discutere, ma non si torna indietro sul Senato

Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, interpellato alla Camera sulle posizioni della minoranza Pd, ultima quella di Pierluigi Bersani, ha ribadito come sulla riforma costituzionale non si possa invocare la disciplina di partito: «Noi siamo disponibili a confrontarci, ma certo non possiamo consentire che si ritorni al punto di partenza»

ROMA (askanews) - No disciplina partito. «Noi continueremo a discutere come abbiamo fatto in questo anno. Ricordo che la riforma costituzionale che oggi è in discussione in Senato ha già avuto una lettura nei due rami del Parlamento, ed è stata modificata rispetto a come entrata grazie alla discussione che si è sviluppata in questo percorso. Noi siamo disponibili a confrontarci, ma certo non possiamo consentire che si ritorni al punto di partenza, questo è un punto inderogabile». Così il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, interpellato alla Camera sulle posizioni della minoranza Pd, ultima quella di Pierluigi Bersani, che ha ribadito come sulla riforma costituzionale non si possa invocare la disciplina di partito.

Superare l'impasse con la minoranza Pd
Quanto alla soluzione tecnica per provare a superare l'impasse tra la minoranza Pd, che chiede l'elezione diretta dei senatori, e Matteo Renzi, che invece non vuole tornare indietro sul punto, Guerini spiega che «si stanno discutendo su varie possibilità da questo punto di vista», oltre a quella già nota del listino da affiancare alle elezioni regionali. In ogni caso «il lavoro in Commissione inizia oggi e rispettiamo il percorso che lì si realizzerà».

I voti ci saranno
«Ciò che ci interessa è portare a compimento una riforma costituzionale di cui per anni la politica italiana ha parlato e che oggi è alla nostra portata. Penso ci sarà senso di responsabilità da parte di tutti per portare a compimento questo percorso». E alla domanda se i voti ci saranno, Guerini risponde sicuro: «Credo proprio di sì».

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