23 luglio 2024
Aggiornato 05:30
parla il legale del boss di Mafia Capitale

Mafia Capitale, legale: Carminati e Alemanno? Non si conoscevano

«Se infiltrazioni mafiose ci fossero state il comune sarebbe stato sciolto», spiega il penalista Giosuè Bruno Naso, difensore di Massimo Carminati, in merito al non scioglimento del Comune di Roma per infiltrazioni mafiose

ROMA (askanews) - «Sarebbe singolare che a Roma esistessero tante associazioni mafiose infiltrate nei gangli amministrativi ed economici del comune senza che il comune ne abbia risentito». Così ha detto nel corso di una intervista a Radio Cusano Campus l'avvocato Giosuè Bruno Naso, difensore di Massimo Carminati in merito al non scioglimento del Comune di Roma per infiltrazioni mafiose.

Non si poteva sciogliere Roma
«La verità è che anche questo (la decisione di non procedere da parte del Viminale) noi ce lo aspettavamo e lo davamo per scontato, sarebbe stato veramente un autogol delle autorità, non solo Capitoline, sciogliere il comune di Roma per mafia». «Perché - ha continuato il penalista - stiamo parlando della Capitale d'Italia. La legge, però, non si pone problemi di questo genere, non può pensare all'immagine, quindi se infiltrazioni mafiose ci fossero state il comune sarebbe stato sciolto».

Tutta una montatura
«Questo a noi conferma che questo processo è una colossale montatura, mi riferisco alla sussistenza di associazioni di stampo mafioso, non al malaffare e alla corruzione che caratterizzava la vita del comune di Roma, non da uno o due anni, ma da qualche decennio. Carminati e Alemanno? Voi non ci crederete, ma Carminati non conosceva Alemanno. Pochi giorni fa sono stato a trovarlo, mi ha parlato proprio di questo», ha concluso il legale di Carminati.