23 luglio 2024
Aggiornato 04:30
L'ex segretario Pd rimprovera il premier

Bersani a Renzi: Davanti alla Costituzione non esiste disciplina di partito

A proposito del dissenso dei senatori della minoranza sul ddl Boschi di riforma costituzionale del Senato, l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani ha affermato che, nella storia del nostro Paese, nessun partito ha mai «chiamato alla disciplina davanti alla Costituzione»

ROMA (askanews) - «Nessun partito nella storia d'Italia ha mai chiamato alla disciplina davanti alla Costituzione»: lo ha detto a Radio anch'io su Radiouno Rai l'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, a proposito del dissenso dei senatori della minoranza sul ddl Boschi di riforma costituzionale del Senato.

Possibile accordo con premier?
Alla domanda se un accordo con il premier sia possibile, Bersani ha replicato: «Credo di sì, non c'è nessuna necessità di prove di forza. Abbiamo adottato un metodo in occasione dell'elezione del presidente della Repubblica e c'è stata assoluta lealtà, che in altri passaggi non c'è stata... se Renzi decide di parlare con quei senatori (stasera è in programma l'assemblea del gruppo Pd a palazzo Madama con il leader del Pd, ndr) troverà gente seria e leale».

Non c'è mediazione su riforme
Pierluigi Bersani non ha cambiato idea ed è tornato a negare l'esistenza di una mediazione sulle riforme costituzionali: «Sono per il sì, non per il no. Qui non in è gioco il superamento del bicameralismo o del doppio voto di fiducia, tutti vogliono una riforma. Qui è in gioco se dopo la legge elettorale che Renzi ha voluto noi possiamo avere in Italia un parlamento nel quale la grandissima parte dei membri viene nominata o scelta a tavolino: questa è la questione in discussione e non c'è Bersani ma il libero convincimento di un certo numero di senatori».

Revisione articolo 2 va blindata
«A me - ha sottolineato Bersani - non risultano tentativi di mediazione, ho letto sui giornali delle ipotesi che mi sembrano prive di sostanza: non si può scrivere in Costituzione una cosa e poi in un altro articolo un'altra cosa. Il mio sì è sì a un ruolo degli elettori: è una questione anche tecnica, come si fa a scegliere diversamente se l'articolo 2 proclama in modo evidente e chiaro che non c'è una elezione se non indiretta da parte dei consigli regionali?». Per l'esponente della minoranza del Pd «anziché proclamare l'intoccabilità dell'articolo 2 per non si sa per quale puntiglio, Renzi avrebbe ragione di chiedere che la revisione dell'articolo 2 fosse blindata, per non aprire il vaso di Pandora delle modifiche».