17 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Parla il presidente dei senatori di Ncd

Schifani: «C'è chi guarda a Renzi, ma la strategia di Ncd è un'altra»

«Il Nuovo Centrodestra è nato con una ragione sociale chiara, come indica anche il suo nome»: il presidente dei senatori Ncd, Renato Schifani in una intervista al Corriere della Sera ha esplicitato la posizione del partito di Angelino Alfano rispetto alle riforme e alle chiacchierate aperture al Pd

ROMA (askanews) - «Devono essere tenuti fermi i princìpi fondativi di Ncd e un dibattito approfondito sarà necessario. Alfano ha detto che dopo le riforme avremmo fatto un check sulla nostra esperienza di governo. Sarà un momento importante dove ognuno sarà chiamato a fare i conti con la propria storia». Lo ha detto il presidente dei senatori Ncd, Renato Schifani in una intervista al Corriere della sera. E subito ha chiarito: «Il Nuovo Centrodestra è nato con una ragione sociale chiara, come indica anche il suo nome». E se la strada da imboccare cambia, ci sarà da discuterne e approfonditamente. Prima delle amministrative, che saranno il banco di prova per capire quale sarà il futuro del partito.

L'alleanza tattica col Pd
Con il Pd, ha spiegato ancora Schifani, fu impostata a suo tempo «un'alleanza tattica, non strategica e politica». «Stimo Renzi - sono ancora le sue parole -, ma siamo nati per raccogliere il consenso degli elettori moderati alternativi alla sinistra ma che non trovano rappresentanza nell'attuale centrodestra. Se dovessimo cambiare strada andremo a rafforzare quello che è stato il nostro avversario alle elezioni, tradendo il mandato elettorale che i cittadini ci hanno dato. E se anche qualcuno volesse farlo, magari partendo dalle alleanze per le amministrative, bisognerà chiederlo ai nostri organismi statutari, non a una direzione nazionale». Sui rapporti con la Lega Nord «il problema esiste» ha ammesso Schifani: «Salvini per ora cavalca una sorta di estremismo di opposizione, sicuramente eccessivo. Ma non dimentico che anche Bossi evocava la secessione ed i fucili, e poi governava responsabilmente con noi, come non dimentico la Lega di governo di Maroni, con il quale collaboriamo, e di Zaia».

I rapporti con Berlusconi
Poi sui rapporti con Fi, ha chiarito: «Non mi sono incontrato con Berlusconi. E se davvero l'avessi fatto, non lo avrei nascosto: i nostri rapporti sono rimasti civili, non ci sarebbe stato nulla di male». Sulla possibile spaccatura del partito con il ritorno di una sua parte in Forza Itali, ha detto: «Io ho un gruppo compatto, non ho elementi o sensazioni di questo tipo». Sul tema delle riforme, ha osservato «le abbiamo condivise e votate, continueremo a farlo, siamo nati proprio per fare le riforme». E sulle unioni civili ha concluso: «Mi rifaccio ad Alfano: questa legge non fa parte del programma di governo. Cercherò di raggiungere un accordo di maggioranza anche se non è facile, ma un'eventuale discrasia non provocherà una crisi di governo».