6 aprile 2020
Aggiornato 11:30
Il governatore: Stato provocatorio

«Immigrati all'ex ospedale De Lellis? Ennesima follia»

Informato oggi dell'intenzione del Prefetto di Vicenza di utilizzare le strutture non aperte al pubblico dell'Ex Ospedale De Lellis di Schio per collocare una quota non ancora definita di immigrati, il governatore veneto Luca Zaia punta il dito contro lo Stato: «Mi auguro una tempestiva marcia indietro»

VENEZIA (askanews) - «L'ennesima follia: immigrati a stretto contatto con cittadini che si recano ancora oggi a ricevere cure e servizi. C'è ancora tempo perché si eviti questa rischiosa assurdità. Mi auguro una tempestiva marcia indietro. Il Prefetto sappia sin d'ora che vigileremo sui limiti entro i quali egli eserciterà i suoi poteri». Lo dice il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, informato oggi dell'intenzione del Prefetto di Vicenza di utilizzare le strutture non aperte al pubblico dell'Ex Ospedale De Lellis di Schio per collocare una quota non ancora definita di immigrati.

Situazione inaccettabile
«Tanto perché sia chiarita ai veneti l'enormità di quello che si sta compiendo, rendo noto che, pressoché adiacente al corpo che si vorrebbe utilizzare per ospitare immigrati, sorge la cosiddetta 'Piastra' che, dopo l'apertura dell'Ospedale Unico di Santorso, ospita un'ampia gamma di servizi sanitari diurni alla popolazione». «Non v'è chi non veda - prosegue Zaia - che, come a Quinto, a Eraclea, Conetta di Cona, si vada a sovrapporre un'emergenza, anche mal gestita, alla vita quotidiana della popolazione, aggravata, in questo caso, dal fatto che si tratta di una struttura sanitaria che, pur senza ricoveri, funziona e eroga cure alla gente».

E' una provocazione
«E' emblematico - conclude il Governatore - che uno Stato con centinaia di migliaia di immobili inutilizzati, e che per giunta non riesce neppure a vendere, venga a gravare di un'emergenza le efficienti strutture sanitarie venete. Anzi, più che emblematico, direi provocatorio».

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