18 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Regione Sicilia

Crocetta torna a Palermo, grande attesa per showdown all'Ars

Con la sua presenza a Sala d'Ercole, già prevista dopo le dimissioni degli assessori Caleca e Borsellino, il governatore dovrà chiarire i tanti aspetti ancora oscuri di questa storia che rischia di compromettere definitivamente le sorti della giunta regionale.

PALERMO (askanews) - Fino a giovedì scorso, la seduta dell'Ars in programma per domani, 21 luglio, avrebbe catalizzato l'attenzione per via dell'approdo in Aula della discussione sul ddl di riforma dell'acqua pubblica in Sicilia, e per la definizione del calendario dei lavori in vista dell'approvazione del ddl di riforma delle Province, che deve avvenire entro il 31 luglio. In realtà, adesso, quella di domani si annuncia come la più drammatica seduta del Parlamento siciliano dal giorno dell'elezione di Rosario Crocetta alla Presidenza della Regione, nell'ottobre del 2012.
Il governatore, infatti, soltanto oggi è tornato a Palermo dopo lo scoppio della bufera sulle presunte intercettazioni tra lui e il suo medico Matteo Tutino, e dopo alcuni giorni di esilio volontario nel suo appartamento di Tusa, vicino Messina. Con la sua presenza a Sala d'Ercole, già prevista dopo le dimissioni degli assessori Caleca e Borsellino, il governatore dovrà chiarire i tanti aspetti ancora oscuri di questa storia che rischia di compromettere definitivamente le sorti della giunta regionale.

Molti gli indecisi all'interno del PD
Crocetta, che ha già annunciato la sua determinazione a restare al timone di Palazzo d'Orleans, e di non avere nessuna intenzione di dimettersi, sa che anche dal suo intervento dipenderanno soprattutto le posizioni di quegli indecisi, molti dei quali all'interno del suo partito e della sua coalizione di governo, che hanno in mano le chiavi per chiudere la partita e mandare in archivio la legislatura.
Ma la giornata di domani sarà cruciale anche sotto altri aspetti. In primis quello relativo alla vicenda Ferrandelli. L'Aula infatti sarà chiamata ad esprimersi sulle dimissioni presentate dal deputato siciliano del Pd, promotore del progetto de «I coraggiosi», inviate al presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone e al segretario generale, in segno di distanza da quel governo e quel governatore che vorrebbe tanto facesse un passo indietro.

Iniziative giudiziarie nei confronti de «L'Espresso»
Ma non è tutto. Sempre domani, infatti, alle 11 all'hotel delle Palme, l'avvocato Vincenzo Lo Re, legale di Crocetta, terrà una conferenza stampa per illustrare le iniziative giudiziarie che il governatore intenderà adottare nei confronti del settimanale L'Espresso dopo la pubblicazione della notizia dell'intercettazione, smentita poi dalla Procura di Palermo, tra il presidente della Regione e il medico Matteo Tutino, in cui l'ex primario del reparto di Chirurgia Plastica dell'ospedale Villa Sofia di Palermo, parlando dell'ex assessore alla Salute Lucia Borsellino avrebbe detto «va fatta fuori come il padre».