15 ottobre 2019
Aggiornato 03:30
Esclusiva DiariodelWeb.it

«Maroni ha ragione: sui migranti Renzi è impreparato»

Il vicepresidente di Regione Lombardia, Mario Mantovani, sta con Bobo: «Sta sollevando problemi evidenti». Come l'emergenza scabbia e malaria, che è lui a dover gestire da assessore alla Salute: «Nessuna epidemia, ma va evitato il contagio»

MILANO – Da vicepresidente, nonché assessore alla Salute, di Regione Lombardia, Mario Mantovani è l'uomo che sta gestendo l'emergenza sanitaria dei profughi alla stazione centrale di Milano: «È vero, non c'è un'epidemia di scabbia – spiega al DiariodelWeb.it – Ma i casi sono tanti e bisogna impedirne la diffusione». Messo sotto accusa dal sindaco Giuliano Pisapia, il forzista oggi ribatte: «Noi ci siamo mossi prima del Comune e del governo. Che, come ha detto giustamente Roberto Maroni, si è dimostrato carente».

Assessore, si parla molto dei profughi malati di scabbia giunti alla stazione centrale di Milano. Ci sono rischi per i cittadini milanesi?
L’azione messa in campo con rapidità ed efficacia da Regione Lombardia, con l’apertura di un presidio sanitario, ha avuto proprio questo obiettivo: monitorare la situazione sanitaria dei migranti e così anche prevenire la diffusione di eventuali patologie, nell’interesse dei milanesi e dei lombardi. Ricordo che nei giorni scorsi sono state effettuate più di 200 visite, riscontrando numerosi casi di scabbia. Peraltro la Regione da più di anno, tramite le Asl, verifica quotidianamente i centri di accoglienza organizzati nelle province lombarde: ad oggi sono state effettuate più di 10 mila prestazioni a favore delle oltre 7 mila persone ospitate.  

Risulta anche a lei quanto dichiarato da alcuni esperti, secondo cui si tratta di una malattia facilmente curabile e che non merita allarmismi?
Il Ministero della Salute ha giustamente sottolineato nei giorni scorsi come la scabbia non possa essere classificata come epidemia. Il problema è il contesto in cui è stata registrata: un assembramento prolungato di persone, a stretto contatto, con scarsissima igiene, ne comporta la diffusione, come accaduto in stazione centrale.

Si sono registrati anche sospetti casi di malaria, quali notizie ha in proposito?
Confermo la presenza di due casi di malaria, ovviamente ospedalizzati.

Lei ha definito la situazione «impossibile da controllare e da sostenere». Di chi sono le responsabilità per essere giunti a questo punto: della Francia che ha sospeso Schengen o del governo italiano che ha sottovalutato il problema? O dell’Europa?
I flussi migratori dall’Africa all’Europa saranno un fenomeno forse destinato a modificare nei prossimi anni le nostre società. Peraltro anche i gravi errori commessi dalla comunità internazionale in Libia e l’avanzata del terrore dell’Isis stanno ulteriormente amplificando in questi mesi tale processo. Il governo deve mettere rapidamente in campo una strategia complessiva. Sia in campo internazionale, richiamando alla responsabilità l’Unione europea, sia consentendo ai nostri territori di gestire il passaggio e l’accoglienza di migliaia di immigrati, senza creare difficoltà e disagi per i cittadini. Trovarsi la stazione centrale invasa da un'umanità in fuga, senza preavviso, non è stato certamente il modo migliore. L’esecutivo si è ad oggi dimostrato carente e impreparato.

Pisapia ha accusato la Regione di mancanza di presenza e di dichiarazioni assurde: cosa gli risponde?
Per quanto riguarda le attività di mia competenza, prima del Comune e di Pisapia, è stato il sottoscritto che di fronte all’emergenza in stazione centrale, ha effettuato un sopralluogo mercoledì 10 giugno, stabilendo l’immediata apertura del presidio sanitario per salvaguardare anche la salute dei milanesi e dei lombardi ed evidenziando pubblicamente le criticità riscontrate sul piano sociale e della sicurezza. Solo nei giorni successivi si sono visti il primo cittadino e gli assessori della Giunta milanese.

Anche il sindaco, però, ha ammesso che si è raggiunto il limite sulla quantità di profughi. Dunque, ha ragione Maroni a minacciare di tagliare i fondi ai Comuni che accettano di accogliere altri profughi?
Il governo Berlusconi, con Maroni ministro dell’Interno, aveva affrontato con decisione la gestione dell’emergenza immigrazione. Ora il contributo del presidente di Regione Lombardia di queste settimane, nel sollevare sul piano nazionale le criticità ed i limiti dimostrati dall’attuale esecutivo, si sta rivelando importante. Speriamo che il premier Renzi sappia, al di là di tweet e slide, dimostrare anche capacità di governare questioni così decisive per il futuro delle nostre comunità.

E sulla richiesta delle forze armate per difendere i treni, Maroni ha ragione?
Il problema di garantire la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori che ogni giorno viaggiano sui treni regionali è evidente. Mi auguro che presto arrivino risposte anche in questo senso.

Che conseguenze sta avendo questa emergenza sulla gestione dell’evento Expo?
Expo si sta rivelando un grande successo in termini di partecipazione e di attenzione da parte dell’opinione pubblica. Le azioni messe in campo sul piano della sicurezza, nei trasporti e nell’assistenza sanitaria da parte di Regione Lombardia, in collaborazione con le altre istituzioni locali e nazionali, stanno funzionando. In particolare, nel primo mese di attività sanitaria all’interno del sito Expo, si sono riscontrati oltre 1100 accessi ai punti di primo intervento del sito.

Che piano di azione ha la Regione per riportare alla normalità la situazione a Milano?
Regione Lombardia è pronta a partecipare al tavolo nazionale annunciato dal governo per definire una gestione della distribuzione degli immigrati più razionale ed equa rispetto a quanto fin qui verificatosi e come ampiamente denunciato dal presidente Maroni. Molto però dipenderà dal Governo e dalla sua capacità di definire a livello europeo ed internazionale una nuova disciplina dell’accoglienza; sarà anche essenziale avviare sulle coste libiche, proprio dai luoghi di partenza, dei campi profughi tutelati su mandato Onu dai caschi blu. Vedremo ora cosa Renzi saprà portare a casa dal prossimo Consiglio Europeo di fine giugno.