12 aprile 2021
Aggiornato 21:30
Per la gestione del Cara di Mineo

Mafia Capitale, Meloni querela Marino. E tra gli indagati spunta il sottosegretario Castiglione

C'è anche il sottosegretario all'Agricoltura tra i nuovi nomi iscritti nel registro degli indagati nell'ambito della seconda ondata di dell'inchiesta Mafia Roma. Lui nega tutto, anche i rapporti con Luca Odevaine, ex componente del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza dei migranti

ROMA - Giorgia Meloni querelerà Ignazio Marino. La presidente di Fratelli d'Italia ha annunciato che farà causa per diffamazione al sindaco di Roma, definendo «false e ingiuriose» le sue dichiarazioni su Mafia Capitale riferite a lei e al suo partito. «Ho dato mandato ai miei legali – ha reso noto la Meloni su Facebook – di sporgere querela nei confronti di Ignazio Marino per il reato di diffamazione, dopo le interviste rilasciate alla stampa nelle ultime ore. Marino dovrà rispondere in sede giudiziaria delle sue false e ingiuriose dichiarazioni nei miei confronti e di quelli di Fratelli d'Italia».

Gasparri: «Commissariamento subito»
Il terremoto atto secondo c'è stato, eccome, e il mondo della politica (trasversalmente parlando) corre ai ripari. A destra anche Gasparri fa sentire la sua voce: «Bisogna essere severi e pretendere accertamenti erga omnes. Ma appare evidente che non può reggere il quadro delle attuali amministrazioni comunali e regionali di Roma e Lazio». «A parte numerosi esponenti del Pd che sono in diretta connessione con queste gestioni, emergono i ruoli di personaggi come Maurizio Venafro, elemento centrale nell'amministrazione della Regione guidata da Zingaretti – ha aggiunto Gasparri –. Si impone quindi un immediato commissariamento di Regione e Comune perché, stando così le cose, non è garantito un quadro minimo di legalità. Omissioni o inerzie sarebbero una colpa grave. Così come appaiono veramente patetiche le argomentazioni di alcuni esponenti del Pd che si arrampicano vanamente sugli specchi».

L'affaire Cara di Mineo
Intanto, anche il sottosegretario all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), è stato iscritto nel registro degli indagati «in qualità di soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo». E' quanto si legge in una nota della procura distrettuale di Catania. Gli indagati sono sei in tutto: Giovanni Ferrera, in qualità di direttore generale del Consorzio tra Comuni Calatino e Terra di Accoglienza, Anna Aloisi, sindaco di Mineo, Paolo Ragusa, presidente della Cooperativa Sol Calatino, Luca Odevaine, consulente del presidente del Consorzio e Marco Aurelio Sinatra, sindaco del Comune di Vizzini. Secondo la Procura di Catania tutti gli indagati «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso» tra il 2011 e il 2014 «tra di loro e nelle rispettive qualità, con collusioni ed altri mezzi fraudolenti, turbavano le gare di appalto per l'affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l'affidamento e prevedevano condizioni di gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara d'appalto del 2014». documentale, al momento al vaglio degli inquirenti.

La replica di Castiglione
Castiglione nega e risponde così a SkyTg24: «Eravamo in emergenza e non ho scelto la procedura di emergenza, quindi gli atti sono a disposizione di tutti. Non facevo parte della commissione di gara, e quindi quella gara ha tutti i crismi della legalità e della legittimità. Mi riesce difficile pensare di poter essere indagato per una gara dove potevamo fare in via d'urgenza, con una procedura abbreviata. Io invece ho invitato tutte le imprese iscritte all'albo, l'ho anticipato con una email, quindi la procedura è di assoluta trasparenza». Riguardo ai rapporti con Luca Odevaine, ex componente del Tavolo di Coordinamento Nazionale sull'accoglienza dei migranti, Castiglione ha spiegato: «Non lo conoscevo. Nel 2011, quando ci fu l'emergenza migranti, il ministro Maroni ha chiesto ai comuni, alle province e alla Conferenza delle Regioni, di individuare una personalità tecnica da far insediare ad un tavolo, per pianificare e programmare l'emergenza Nordafrica. L'ho nominato in quanto direttore della Polizia Provinciale che era presieduta da Zingaretti, era stato Capo di Gabinetto del sindaco Veltroni, aveva una larghissima esperienza e da tutti era individuata come una persona di grande personalità. Nel prosieguo ho avuto con lui sporadici incontri, quindi l'attività di Odevaine al tavolo tecnico e successivamente nelle gare attiene alla sua responsabilità, non certamente al rapporto con me».