23 luglio 2019
Aggiornato 12:00
La novità potrebbe riguardare fino a 200mila coppie

Da oggi via al divorzio breve, dirsi addio sarà più facile

Finora questi ex coniugi avrebbero dovuto aspettare tre anni prima di presentare la domanda di divorzio. Ora i tempi si sono ridotti, rispettivamente a sei mesi e un anno e oltre 200 mila coppie da oggi potranno presentare la domanda di divorzio.

ROMA (askanews) - Potrebbero essere fino a 200mila le coppie che da oggi, giorno di entrata in vigore della legge n. 55/2015 sul divorzio breve (approvata alla Camera il 22 aprile scorso), potranno presentare la domanda di divorzio. Secondo stime dell'Associazione matrimonialisti italiani, infatti, ogni anno vengono definite più di 60mila domande di separazione consensuali e più di 30mila giudiziali. Finora questi ex coniugi avrebbero dovuto aspettare tre anni prima di presentare la domanda di divorzio. Ora i tempi si sono ridotti, rispettivamente a sei mesi e un anno e oltre 200 mila coppie da oggi potranno presentare la domanda di divorzio.

Cinque i punti salienti del provvedimento:

Separazioni giudiziali. Nelle separazioni giudiziali si applica la riduzione da tre anni a dodici mesi della durata minima del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che legittima la domanda di divorzio.

Separazioni consensuali. Nelle separazioni consensuali si applica la riduzione a sei mesi della durata del periodo di separazione ininterrotta dei coniugi che permette la proposizione della domanda di divorzio; il termine più breve è riferito anche alle separazioni che, inizialmente contenziose, si trasformano in consensuali.

Separazioni in corso. La cessazione del matrimonio può essere chiesta da uno dei coniugi o da entrambi se è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970.

Separazione dei beni. Sono anticipati i tempi della separazione dei beni, che le norme finora vigenti fissano al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione personale e che, con il via libera al provvedimento, avviene invece nel momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale.

Affidamento dei figli. Per quanto riguarda l'affidamento dei figli e il loro mantenimento, la sentenza del giudice sarà valida anche dopo l'estinzione del processo, fino a che non sia sostituita da un altro provvedimento emesso a seguito di nuova presentazione del ricorso per separazione personale dei coniugi in seguito a un ricorso per il divorzio.

Ora il vero rischio, secondo l'Associazione matrimonialisti italiani, è che la valanga di richieste che da oggi potrebbe arrivare nei tribunali li ingolfi, vanificando così, almeno per ora, lo scopo della legge che era quello di accelerare i tempi.

Sul divorzio breve «sicuramente c'è stata una grandissima pressione dell'opinione pubblica e l'isituto aveva bisogno di una manutenzione», ha detto oggi il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sottolineando che «alcune cautele che il legislatore aveva previsto all'epoca in cui era stato istituito oggi possono essere considerate superate».