13 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Salute dei cittadini

La salute dei cittadini di Trino sotto esame

Un documento dell'Istituto Superiore di Sanità e una convenzione con l'Università del Piemonte Orientale per fare il quadro della salute dei trinesi

TRINO - I documenti per ora sono due, ma nell'arco di quattro anni aumenteranno e fotograferanno lo stato di salute degli abitanti di Trino. Il primo è il rapporto finale sullo stato di salute della popolazione residente nei Comuni già sedi di impianti nucleari, sviluppato dall'Istituto Superiore di Sanità, riguardante tutta Italia. Il secondo documento, invece, è la prima relazione sviluppata grazie alla convenzione stipulata dal Comune con l'Università del Piemonte Orientale per promuovere una serie di studi e ricerche mirate al territorio e alla popolazione residente.

ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ - Il rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato recentemente, era stato commissionato dal Ministero della Salute quando, alcuni anni fa, il Governo aveva ipotizzato la riapertura della fase nucleare per l'Italia. L'ipotesi nucleare non ha avuto seguito, ma la ricerca è stata comunque portata a termine e pubblicata pochi mesi fa. Riguarda uno studio di mortalità in tutti i Comuni italiani sedi di impianti e centrali nucleari. Alessandro Portinato, sindaco di Trino, spiega che «l'analisi di mortalità rilevata nel documento presenta situazioni abbastanza variegate sul territorio nazionale. Più che risultati, direi che è un punto di partenza, un primo tentativo di analizzare dei dati. Da qui auspico si possa procedere e andare avanti per capire qual è stato, se c'è stato, l'impatto del nucleare sulla popolazione». Rispetto ai casi attesi, i dati nazionali evidenziano situazioni con eccessi di mortalità per alcune patologie, ma anche altri in difetto. «Non si può affermare che ci siano dei rapporti causa-effetto particolarmente evidenti - aggiunge Portinaro -, anche se alcuni campanelli di allarme ci sono. Riconducendo i dati a Trino, lo studio epidemiologico evidenzia alcuni eccessi di mortalità riconducibili al mesiotelioma, alla Sla, ad alcune tipologie di tumori e per malattie cardiocircolatorie». Sulla possibilità di patologie correlabili alle radiazioni ionizzanti, il primo cittadino rileva che «mentre è facile individuare dei nessi causa-effetto per alcune malattie, come il mesotelioma, è invece molto più difficile affermare in modo netto che possano esserci per altri tipi di patologie. Una concausa dell'insorgere di una certa malattia può essere l'eventuale esposizione alle radiazioni, così come può essere dovuta ad altri fattori di inquinamento, dai pesticidi in agricoltura ad altre produzioni inquinanti. È sicuramente da approfondire».

OSSERVATORIO TRINESE - Al contrario di quello sviluppato dall'Istituto Superiore di Sanità, il secondo documento è espressamente dedicato ai trinesi. Si tratta della prima relazione redatta dall'Osat (Osservatorio Socio-Ambientale Trinese), coordinato dal professor Lucio Antonio Palin coadiuvato dal dottor Christian Salerno, ricercatori del Polo universitario di Novara. L'Osservatorio nasce grazie a una convenzione siglata dal Comune con l'Università del Piemonte Orientale. L'obiettivo è svolgere un'analisi molto approfondita dei trinesi, avrà una durata quadriennale e non si limiterà a raccogliere dati sulla mortalità. Saranno verificati anche i ricoveri (la cosiddetta morbosità) «molto utili per avere elementi in più per quelle patologie che hanno un basso livello di mortalità come il cancro della tiroide. Il lavoro non sarà svolto esclusivamente sui residenti di oggi, ma saranno verificati anche tutti i movimenti migratori in entrata e uscita. Nei limiti del possibile sarà svolto anche su alcuni elenchi di lavoratori e, cosa fondamentale, anche dai dati rilevati dai questionari inviati a tutti i cittadini per conoscere le abitudini di vita. Sarà richiesta la compilazione di un secondo questionario a quelle famiglie che hanno avuto parenti deceduti per motivi tumorali dal 1970 a oggi. La nostra speranza - conclude Portinaro - è riuscire a capire come stanno i nostri concittadini, quali sono o quali sono state le fonti di inquinamento, comprendere se quelle fonti nel frattempo sono cessate e, quindi, se semplicemente stiamo assistendo a una coda degli effetti, oppure se sono ancora attive per intervenire nel ridurne l'impatto sulla popolazione». Questo primo documento è un'analisi sugli indici di deprivazione e servirà come base per l'analisi dei dati successivi. Il secondo rapporto dovrebbe essere pronto per giugno e a questi seguiranno, a seconda del piano di lavoro dei ricercatori, uno o due relazioni all'anno.