21 aprile 2021
Aggiornato 00:30
Il capogruppo di Forza Italia alla Camera accusa il premier

Brunetta: «Renzi è fuori di testa e ora in un mare di guai»

"Renzi è in un mare di guai. L'Europa gli sta mandando una lettera di grande critica perchè i conti non tornano, il Def deve essere riscritto, c'è un buco di 20 miliardi!". Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante una conferenza stampa a Firenze. E anche i colleghi forzisti rincarano la dose.

Roma (askanews) - «Renzi è in un mare di guai. L'Europa gli sta mandando una lettera di grande critica perchè i conti non tornano, il Def deve essere riscritto, c'è un buco di 20 miliardi. C'è un buco di 20 miliardi nel Def!». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, durante una conferenza stampa a Firenze, per sostenere il candidato alla presidenza della Regione Toscana, Stefano Mugnai. «Se non si fanno i tagli e non ci sono le premesse per i tagli scatterà l'aumento dell'Iva nel 2016. E' già legge. E Renzi pare sia andato via di testa dopo la sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni, imprecando contro la Consulta che, evidentemente non più ammorbidita da Napolitano, ha cominciato a fare il suo mestiere», ha sottolineato Brunetta.

Brunetta: Renzi e Padoan sono in un mare di guai
«Renzi e Padoan sono in un mare di guai. Erano partiti con un tesoretto, 1,6 miliardi per cercare di comprarsi le elezioni regionali, e adesso non sanno più dove sbattere la testa». Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, in un'intervista a Radio Radicale. «Perché - spiega - non solo non c'è più il tesoretto da distribuire in maniera clientelare, ma devono coprire il buco conseguente alla sentenza della Corte costituzionale sulle pensioni. Buco che nell'arco di uno, due, tre anni vale all'incirca 19, 20 miliardi, di cui una parte consistente 4, 5, 6 subito. E occorre fare un decreto».

Santanché: Prima i pensionati e poi Bruxelles
«I diritti dei pensionati non possono essere soggetti a risarcimenti a scaglioni o a fasce: quello che gli è stato ingiustamente tolto a causa di una norma scellerata, voluta dal governo fantozziano dei tecnici, deve essere restituito nella sua interezza. Se il Governo vuole nascondersi dietro il paravento del rispetto dei vincoli Ue faccia pure, ma noi non ci stiamo: la tutela e il rispetto dei pensionati vengono prima della burocrazia di Bruxelles. Renzi, molla l'osso!». Lo afferma la deputata Fi Daniela Santanchè.

Gasparri: La sentenza della Consulta va applicata, non raggirata
«Non c'è alternativa. Renzi e Padoan si illudono di raggirare gli italiani inventandosi un decreto truffa sulle pensioni. Glielo impediremo. La sentenza della Consulta va applicata, non raggirata. Lo stesso Capo dello Stato non potrebbe rimanere inerte di fronte a questo abuso. Firmare un decreto del genere sarebbe avallare un autentico furto. I pensionati che hanno diritto al rimborso devono vederlo corrisposto in tempi rapidi tutti e su questo vigileremo, pronti a offrire assistenza legale a chiunque vedesse minacciato il proprio diritto». Lo ha affermato in una dichiarazione il vicepresidente Fi del Senato Maurizio Gasparri.

Prestigiacomo: Renzi si impegni, invece di twittare
«L'ipotesi di una restituzione selettiva e parziale della mancata perequazione delle pensioni ci vede fortemente contrari: in questo modo daremo vita a una discriminazione dentro la discriminazione». Lo ha affermato in una dichiarazione l'ex ministro Fi Stefania Prestigiacomo. «Il Governo - ha aggiunto- trovi il modo, e le risorse, per risarcire tutti i pensionati senza mettere in campo un percorso che privilegia alcuni e penalizza altri. Non esistono e non devono esistere pensionati di serie A e pensionati di serie B: chi ha lavorato ha diritto a percepire ora l'assegno che gli spetta e di vedersi restituito quello che gli è stato sottratto ingiustamente. Renzi si impegni invece di twittare».