13 dicembre 2019
Aggiornato 02:00

Civati: «Fuori dal Pd c'é tutta la sinistra da ricostruire»

"Fuori dal Pd c'è un sacco di roba, uno spazio sconfinato, che aumenta ogni giorno e quando leggeranno i sondaggi veri, scopriranno che in Liguria, per fare un esempio, la Paita non la vota più nessuno, cresce l'area di sinistra e Toti rischia di vincere. Soprattutto per la debolezza della candidata del Pd...", sostiene l'ex dem Pippo Civati.

Roma (askanews) - «Fuori dal Pd c'è un sacco di roba, uno spazio sconfinato, che aumenta ogni giorno e quando leggeranno i sondaggi veri, scopriranno che in Liguria, per fare un esempio, la Paita non la vota più nessuno, cresce l'area di sinistra e Toti rischia di vincere. Soprattutto per la debolezza della candidata del Pd...». Lo afferma Pippo Civati, in una intervista alla Stampa. E alla domanda se ora nascerà il partito della Cgil risponde: «Fino a qualche mese fa Susanna Camusso diceva: un partitino non ha senso. Giorni fa ha detto: non voto più Pd. Significa che c'è un'apertura di credito, una curiosità».

Civati: Fuori del Pd c'é tutta la sinistra da ricostruire
La sfida, spiega l'ormai ex esponente Pd, è «dimostrare di non essere velleitari perché se viene fuori una cosa minoritaria, io non ci sto, smetto di far politica. Non sono mai stato considerato affidabile dai sindacati, perché penso debbano cambiare, dopodiché sono diventato un loro paladino perché Renzi dice che non servono a niente». E prosegue: «Quando Landini dice 'partite Iva' e 'metalmeccanici' ha capito, io sono d'accordo e aggiungo: lavoro, eguaglianza, che è concorrenza leale, premio per chi lo merita e non meritocrazia. E un valore che metterei al primo posto per questa nuova area politica: una sinistra che si batta per una maggiore umanità. Contro il cinismo, l'incoerenza tattica, un racconto sincero della realtà» ma «guai se prevalessero i particolarismi o la sinistra parolaia». Dunque «dobbiamo incalzare il Pd con progetti realizzabili. Sul reddito minimo: parole alte ma anche dimostrare come si può fare». E dei suoi colleghi della minoranza Pd dice: «Mi hanno detto: non chiederci di uscire, per ora non si muove nulla. Ma tutti si rendono conto che nell'opinione pubblica sta accadendo qualcosa di molto importante. Come sarà dimostrato dai voti al Pd».