17 agosto 2019
Aggiornato 22:30

Berlusconi vuole fare l’americano

Non gliene va bene una in politica, negli ultimi tempi. Eppure, Silvio Berlusconi ha le idee chiare: con la nuova legge elettorale, per sconfiggere Renzi, è necessario mettersi tutti insieme. Un'opzione che per il Cav sarebbe vantaggiosa. Ma l'idea di fondare un partito «repubblicano» all'americana, ai potenziali alleati, proprio non va giù...

ROMA - Dire che a Berlusconi negli ultimi tempi in politica non ne va bene una è dire poco. Non bastavano I Verdini e i Fitto appostati dietro l’angolo. Per sottrarsi ai tranelli interni l’ex Cavaliere ha pensato bene di lanciare un serrate le righe all'esterno di Forza Italia, rivolgendosi a quei non pochi che gli devono carriere folgoranti e poltrone da ministro solo per il fatto di essersi a suo tempo alleate con lui.

Uniti per sconfiggere Renzi
Quale è il messaggio che Berlusconi ha lanciato a Salvini, alla Meloni, ad Alfano e chi volesse starci? «Poiché la nuova legge elettorale non lascia scampo mettiamoci tutti insieme: è l’unico modo per sconfiggere Matteo Renzi». Insomma l’ex presidente del Consiglio ha sposato in pieno la tesi sostenuta da Maurizio Ferrara sul Foglio, che ha inneggiato all’approvazione dell’Italicum poiché giudica la nuova legge elettorale una bella piattaforma da Renzi messa disposizione del leader di Forza Italia in difficoltà. Ferrara sulle opportunità offerte dall’Italicum a Berlusconi non può che avere visto giusto. Altrimenti perché mai l’ex cavaliere avrebbe dovuto sottoscriverla come una delle condizioni fondanti del patto del Nazareno?

Berlusconi non si tira indietro
O qualcuno pensa che un uomo che per oltre venti anni ha vinto tutte, o quasi tutte, le competizioni elettorali avesse contribuito a mettere in piedi l’Italicum per una distrazione che lo ha reso cieco davanti ad un progetto inidoneo ai propri interessi. Va bene il cerchio magico e lo stress giudiziario, ma chi pensa che Berlusconi sia diventato balbettante nei confronti dei propri interessi sbaglia di grosso. Basta vedere con quale agilità si sta muovendo rispetto alle proprie aziende. Dagli assalti alla Rizzoli Libri a quelli a Rai Way.

Il partito all'americana
Resta il fatto che in politica ultimamente non gliene va bene una. Come mai? Il problema in politica non è l’invecchiamento di Berlusconi. Ma l’invecchiamento degli altri. Molti di quelli che quando lo hanno incontrato per la prima volta per ricevere la medaglietta avevano i calzoni corti o «le ballerine» senza tacco ai piedi, ora si guardano allo specchio e vedono spuntare qualche capello bianco. Da qui la paura di fare la fine dei Follini, dei Casini, dei Fini, premiati sì, ma poi riposti in naftalina in una attesa che «aspettando Godot» in confronto è un appuntamento fra cinque minuti. E’ così che si spiega il rifiuto di giornata dell'ultima proposta di Berlusconi: la fondazione di una partito all'americana sul modello dei Repubblicani Usa. Sulla carta la proposta non fa una grinza, se veramente si vuole contrastare la marcia trionfale di Matteo Renzi accompagnata dalle trombe dell’Italicum. Ma sentite come hanno risposto i tre potenziali alleati ai quali si è rivolto.  

Salvini: Listone centrodestra? Mai
«Listone di centrodestra con Forza Italia? Mai. Non mi sciolgo in niente, non faccio il partito unico, non faccio gli errori che hanno fatto gli altri. Voglio arrivare al ballottaggio con il mio progetto politico, non con quello degli altri. Non mi interessa il vecchio Pdl, non mi diluisco nei calderoni, non faccio progetti in base alla legge elettorale», ha respinto al mittente con parole dure Matteo Salvini.

Meloni: nessuna rottamazione di Fi, ci abbiamo già provato
«Leggo insistenti indiscrezioni di stampa che vorrebbero Berlusconi impegnato a rottamare definitivamente Forza Italia per costruire un partito repubblicano all'italiana. Lo diciamo subito: Fratelli d'Italia non è disponibile a nessuna ammucchiata. Ci abbiamo già provato, si chiamava Popolo della Libertà ed è naufragato», ha dichiarato il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

Alfano: impossibile in Italia riprodurre i repubblicani Usa
«Io non credo che sia vera la possibilità che nasca in Italia un partito repubblicano sul modello di quello che esiste negli Stati Uniti. Salvini ha detto di no», ha liquidato l’invito Angelino Alfano. E dall’interno di Forza Italia che cosa ne pensano del partito repubblicano alla Berlusconi?

Fitto: dove sono le primarie?
«Da giorni, Silvio Berlusconi e il suo 'cerchio' (che inspiegabilmente viene definito 'magico') evocano la prospettiva di un partito sul modello dei Repubblicani Usa, tesi che, notoriamente, noi sosteniamo da un anno! Segnalo però a Berlusconi che nel Partito Repubblicano americano ci sono le primarie, e la leadership è contendibile. E non sono due dettagli, ma due elementi costitutivi e fondanti...», ha dichiarato in una nota Raffaele Fitto, europarlamentare di Forza Italia.

Berlusconi e Bush
Con chi lo farà allora Berlusconi il suo partito repubblicano? Forse con George Bush junior che ha già deciso di lasciare per qualche giorno le sue partite di golf per venire in Italia ad appoggiare il progetto Usa del suo vecchio amico