20 agosto 2019
Aggiornato 09:00
Riforma della scuola

M5s: sulla Scuola zero dialogo

I parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura: «Dopo aver messo la 'ghigliottina' al numero di emendamenti che ciascun gruppo poteva presentare al ddl Istruzione, oggi la relatrice del Pd, Maria Coscia, ha chiesto e ottenuto di applicare il 'canguro' agli emendamenti più spinosi, spostandone la discussione ad altra data».

ROMA (askanews) - «Dopo aver messo la 'ghigliottina' al numero di emendamenti che ciascun gruppo poteva presentare al ddl Istruzione, oggi la relatrice del Pd, Maria Coscia, ha chiesto e ottenuto di applicare il 'canguro' agli emendamenti più spinosi, spostandone la discussione ad altra data. Ci domandiamo quale sarà quest'altra data, visto che i tempi sono quasi scaduti. Governo e maggioranza, messi con le spalle al muro dopo la prova di forza del mondo della scuola, sono tornati a parlare di 'dialogo', 'confronto' ma, quotidianamente, i fatti dimostrano che si tratta di menzogne e prese in giro». Lo affermano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura.

Ancora tagli all'istruzione
«A ulteriore riprova del fatto che della maggioranza non ci si possa fidare - proseguono - c'è anche l'emendamento presentato ieri e ritirato poco fa dalla relatrice Coscia, che avrebbe trasformato i docenti in pedine da spostare a piacimento all'interno di un'ampia fascia territoriale. Riteniamo gravissimo già solo l'aver presentato quell'emendamento, che prevedeva l'accorpamento di istituti presenti nello stesso ambito territoriale, con la condivisione dei docenti e l'unificazione delle segreterie. Tradotto: ulteriori tagli - quelli che i professionisti della politica chiamano 'razionalizzazione' - al comparto istruzione».

Lo stato confusionale del governo
 «La verità è che governo e maggioranza procedono unilateralmente e - attaccano ancora i parlamentari 5 stelle - con l'aggravante di essere anche in un uno stato confusionale. Lo ribadiamo: l'unica strada civile e sensata che può essere percorsa è lo stralcio delle assunzioni e il ritiro del ddl».