19 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Per il forzista si tratta di stime improbabili e ingannevoli

Brunetta a Renzi: «Il Tesoretto? Soldi che non esistono»

Il capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, a colpi di tweet, attacca il premier Matteo Renzi. Ma non è il solo, perché anche i toni usati dalla Cisl in audizione sul Def davanti alle Commissioi di Bilancio di Camera e Senato non sono affatto cordiali.

Roma (askanews) - «Renzi, mancano 6 mld da privatizzazioni; 16 per evitare clausole salvaguardia; 6,4 se Ue non riconosce effetti riforme. E il tesoretto?».Lo ha scritto su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, e non si è fermato qui.

Il Tesoretto di Renzi è un buco nero
«Renzi, basi Def su privatizzazioni quando sai di non riuscire a farle. Con tesoretto spendi soldi che non hai per comprarti elezioni", sostiene ancora il presidente dei deputati di Fi, Renato Brunetta, rivolgendosi al premier Renzi in un tweet successivo. «Renzi, come fai a disattivare clausole di salvaguardia che sono già legge? 51,6 mld di aumento Iva e accise in 3 anni. E il tesoretto?", prosegue Brunetta. E ancora: «A Renzi, scenario internazionale non sarà positivo come scritto su Def. Come ha potuto Padoan fare stime così improbabili e ingannevoli? Renzi gioca sul filo: ha basato conti Def su riforme che non esistono e se Ue non ce le riconosce avremo buco da 6,4 miliardi", conclude Brunetta.

Cisl: E' a rischio la democrazia del paese
«Ai ritmi previsti di crescita l'economia italiana tornerebbe al livello del Pil 2007 nel 2022, dopo tre lustri, un tempo troppo lungo, gravido di troppi rischi di lacerazioni sociali e di crisi di democrazia».Così il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petruccioli, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def. L'impostazione data dal governo sul Def, ha proseguito Petruccioli, è «troppo timida e non riesce a realizzare una politica di bilancio adeguata ad imprimere la necessaria svolta nel percorso di crescita di cui il Paese, invece, necessita per riassorbire in modo consistente l'elevata disoccupazione, specie nell'accentuata componente giovanile, per alleviare il disagio economico e sociale e invertire la dinamica negativa di perdita progressiva della ricchezza delle famiglie, per sostenere i consumi anche attraverso una più efficace ridistribuzione fiscale, da finanziare mediante il recupero della enorme capacità economica oggi occultata dall'insostenibile livello di evasione ed elusione fiscale».