15 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
«Provvedimento tanto generico da essere incostituzionale»

Sisto: con il reato di tortura, è a rischio la polizia

La necessità di introdurre nel codice penale il reato di tortura non ha messo tutti i deputati d'accordo. Paolo Sisto (Fi) ha infatti sostenuto che il ddl, a causa della sua spiccata genericità, rasenta l'incostituzionalità. E, soprattutto, rischia di disincentivare le forze dell'ordine a svolgere il proprio dovere per la paura di essere denunciati a propria volta.

ROMA (askanews) - Il reato di tortura è stato approvato. Ma durante la discussione, c'è stato chi ha invitato alla prudenza, perché il provvedimento non abbia effetti controproducenti. Uno su tutti, il deputato di Forza Italia e presidente della commissioni Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto.

SISTO: PROVVEDIMENTO TANTO GENERICO DA RASENTARE L'INCOSTITUZIONALITÀ«Non c'è dubbio - ha detto - che vi sia l'esigenza di prevedere nel nostro sistema penale un reato che sanzioni la tortura. Però bisogna fare attenzione: abbiamo già un'esperienza negativa, da questo punto di vista, che è la medicina difensiva, laddove i medici, per evitare responsabilità penali, sono portati ad astenersi da condotte doverose. Ora bisogna scongiurare il rischio che, con l'introduzione di una fattispecie di reato così generica da rasentare l'incostituzionalità, si arrivi anche ad un'attività di polizia difensiva»

PROTEGGIAMO LE FORZE DELL'ORDINE - "I nostri esponenti delle forze dell'ordine - ha aggiunto - non devono essere disincentivati dallo svolgere il proprio dovere con quell'abnegazione che è garanzia di sicurezza per i cittadini. Dobbiamo evitare che si creino 'processi nei processi', ossia che l'imputato di turno possa difendersi denunciando e attaccando chi, per dovere istituzionale, lo ha assicurato alla giustizia», ha concluso.