19 giugno 2021
Aggiornato 04:30
L'uomo è stato fermato dopo la fuga a Vimercate

Sparatoria tribunale Milano: 4 morti, tra cui un giudice

Sale a quattro il numero delle vittime al tribunale di Milano, dove questa mattina, intorno alle 11, un uomo - un imputato per bancarotta - ha fatto irruzione esplodendo alcuni colpi all'interno dell'aula della Seconda sezione penale del Tribunale di Milano.

MILANO (askanews) - Sarebbero quattro le persone uccise durante la sparatoria di questa mattina al Tribunale di Milano. Secondo quanto riferisce il 118. «Il ferito ricoverato al Niguarda - si legge nella nota dell'Areu - è in codice rosso ed è attualmente in sala operatoria». «Dichiarate decedute - prosegue la nota - le due persone in arresto cardiocircolatorio che erano state trasportate al Fatebenefratelli e al Policlinico. Il ferito al Santa Rita è codice giallo. Si stanno valutando diverse persone con codici di gravità minori». La terza persona morta è stata ritrovata all'interno del Tribunale senza apparenti segni di traumi. «Un altro uomo è stato trovato deceduto all'interno di Palazzo di Giustizia - si legge nella nota dell'Areu - senza apparenti segni di traumi». Era un imputato per bancarotta l'uomo, che intorno alle 11 di questa mattina, ha esploso alcuni colpi all'interno dell'aula della Seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Chi ha sparato, tuttavia, è riuscito a darsi alla fuga per poi essere fermato dalle forze dell'ordine nell'interland milanese. 

TESTIMONE: DOV'È LA SICUREZZA? - Fuori dal Tribunale di Milano, nei momenti successivi alla strage, testimoni e passanti commentano i drammatici momenti vissuti dentro e intorno al Palazzo di Giustizia. Un uomo racconta quello che ha potuto vedere: «Ho visto questa signora scappare piangendo e le ho chiesto come mai. Mi domando tuttora dove sia la sicurezza nel nostro Tribunale. La signora era spaventatissima e scioccata, ha preso l'autobus e se ne è andata». «In un Tribunale di massima sicurezza come è possibile entrare armati - si chiede ancora il testimone - Pensiamo se questo squilibrato avesse avuto una cintura di tritolo, dove saremmo arrivati oggi a Milano? Secondo me manca la sicurezza nel sistema, noi non ci sentiamo più al sicuro».

«IN BALIA DI NOI STESSI» - «Siamo rimasti in balia di noi stessi, abbiamo gestito una situazione a rischio senza alcuna indicazione». Lo ha detto Emanuele Perego, avvocato penalista che si trovava stamane all'interno del palazzo di giustizia di Milano. «Ero al quinto piano, ho sentito gli spari provenienti da piani inferiori e mi sono indirizzato verso il settimo piano per evitare di incrociare l'autore della sparatoria. Ho invitato altri colleghi a seguirmi. In Tribunale evidentemente non esiste un piano di allerta o un piano di evacuazione perché nessuno sapeva che cosa fare», ha raccontato il legale ai cronisti davanti all'ingresso del Tribunale di via Freguglia.

TESSERINO CONTRAFFATTO? - L'autore della strage al palazzo di giustizia di Milano potrebbe essere entrato nell'edificio con un tesserino contraffatto. Lo ha ipotizzato Emanuele Perego, un avvocato penalista che frequenta il palazzo di giustizia da anni. Il legale, che si è rifugiato subito dopo la sparatoria al settimo piano in un ufficio della Cancelleria insieme ad altri colleghi, ha escluso che Claudio Giardiello possa essere stato fatto entrare, come cliente, da un avvocato, saltando i controlli. «Escludo che un avvocato possa aver detto alle guardie di aver fatto passare un cliente», ha spiegato aggiungendo che, anche se, secondo la voce che è circolata, il metal detector di un altro ingresso fosse stato guasto, il cliente sarebbe stato indirizzato ad un'altra entrata.